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VERSO LA GUERRA D'INDIPENDENZA

Le vicende che portarono dalla fine della Guerra dei Sette Anni al "Boston Tea Party" e alla dichiarazione d'indipendenza. Cause economiche e politiche della guerra d'indipendenza. 

La guerra dei Sette Anni e le successive imposizioni da parte del Parlamento Inglese ai commerci e alla vita nelle colonie, portarono alla nascita del sentimento patriottico dei coloni americani e all'elaborazione dello slogan "no taxation without representation" (nessuna tassa senza rappresentanza) o anche "taxation without representation is tyranny" (ogni tassa senza rappresentanza è tirannia). Questa affermazione va ben compresa ed interpretata. I coloni non intendevano in alcun modo ribellarsi all'autorità regia, bensì allo strapotere del parlamento britannico. In altre parole, i coloni americani si sentivano rappresentati solo dalle loro assemblee e non dai partiti e dai politici della madrepatria. Alcuni storici affermano che per gli americani "il re inglese era anche il loro re, ma il Parlamento inglese non era assolutamente il loro parlamento". Quindi, secondo i coloni (ma anche secondo molti esponenti dell'Inghilterra "illuminata") o nel Parlamento inglese entrava a far parte anche una consistente delegazione delle colonie, oppure queste ultime non avrebbero più riconosciuto il potere del Parlamento, soprattutto in materia di imposizione fiscale.
A questo problema di 'rappresentanza' si aggiungeva inoltre il problema economico e commerciale. Le colonie si stavano infatti rendendo conto che la politica commerciale inglese tendeva a irrigidire sempre di più gli scambi in modo da legare in modo univoco il commercio con le colonie adottando una politica di sfruttamento sempre più accentuata. Allo "Sugar Act" del 1764 e allo "Stamp Act" dell'anno seguente, si aggiunse nel 1767 il "Townshend Act" che imponeva maggiori imposte su numerosi beni di importazione e di consumo, tra i quali anche il tè. Le proteste e le manifestazioni, nonchè i boicottaggi furono numerosi e frequenti, soprattutto a Boston. Le merci inglese furono oggetto di sistematici boicottaggi e numerose associazioni politiche di protesta si stavano costituendo e diffondendo. Tra tutte, una delle più importanti, fu l'organizzazione popolare denominata "Dei Figli della Libertà" nata tra il 1767 e il 1768.
Il governo inglese, davanti a tutte queste manifestazioni fu costretto a cedere parzialmente e, nel 1770, revocò il "Townshend Act". Tuttavia, si trattava di una revoca parziale e non definitiva, tanto che, tre anni dopo, con il "Tea Act" si imposero nuove restrizioni sul commercio del tè e, in particolare, venne costituito il monopolio di tale commercio affidato alla Compagnia delle Indie Orientali. Questa sarà la scintilla finale che porterà al famoso "Boston Tea Party" e allo scoppio della guerra d'indipendenza vera e propria. 

FONTE: http://guide.supereva.it/usa






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