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LA SCOPERTA DELL'AMERICA



Il xv secolo fu l’epoca delle scoperte geografiche, aperta dalla più sensazionale di tutte, quella dell’America , legata al nome del navigatore genovese Cristoforo Colombo. Quando, il 12 ottobre del 1492, le sue caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria approdarono in un’isola delle Bahamas che Colombo ribattezzò con il nome di San Salvador, l’intera umanità fu trascinata in un’avventura che di lì a pochi decenni avrebbe cambiato la storia del mondo. L’idea di Colombo era stata semplice e rivoluzionaria. Raccogliendo un’ipotesi dello scienziato fiorentino Paolo Toscanelli, egli progettò di raggiungere le favolose Indie da occidente, affrontando quell’ Oceano che si apriva, immenso e sconosciuto, oltre lo stretto di Gibilterra . L’ipotesi su cui si basava il progetto di Colombo era sostanzialmente giusta (essendo la Terra una sfera, la via marittima verso ovest portava infine a est), ma i calcoli erano sbagliati. Colombo riteneva che la distanza tra le coste atlantiche della penisola iberica e il Giappone fosse di 5000 km invece degli effettivi 20000; soprattutto Colombo non aveva previsto che sulla rotta occidentale per le Indie avrebbe trovato un nuovo continente. Il suo viaggio fu finanziato in parte da alcuni banchieri fiorentini, in parte dal re di Spagna Ferdinando V. Il contratto stipulato con i regnanti spagnoli stabiliva che Colombo sarebbe diventato viceré di tutti i territori scoperti. Gli fu inoltre assicurato un titolo ereditario e il 10% di tutti i metalli preziosi estratti nelle terre che sarebbe stato in grado di conquistare per la Spagna.La piccola flotta di Colombo lasciò il porto spagnolo di Palos il 3 agosto 1492, con circa 90 uomini di equipaggio. Tre giorni più tardi un danno all’albero della Pinta impose una sosta alle isole Canarie. Il 6 settembre le tre navi ripresero il mare. Colombo mantenne la prua verso occidente fino al 7 ottobre quando, su consiglio di Martin Pinzòn (comandante della Pinta), decise di dirigersi verso sud-ovest. Nel frattempo cresceva il malcontento e la sfiducia dell’equipaggio nei confronti del proprio comandante, il cui progetto, col passare del tempo, sembrava sempre più fallimentare. Proprio quando ormai si stavano perdendo le speranze, all’alba del 12 Ottobre 1492, la terra fu avvistata e nel corso della mattinata, la spedizione sbarcò a Guanahanì, un’isola delle Bahamas. Di fronte ad un gruppo di indigeni sbalorditi, Colombo prese possesso dell’isola, che ribattezzò San Salvador.Nel mese di dicembre la Santa Maria fece naufragio al largo di Hispaniola. Con i resti del relitto fu costruito un fortino. La Nina, comandata da Colombo, e la Pinta iniziarono il viaggio di ritorno nel gennaio del 1493 e raggiunsero la Spagna nel marzo successivo. L’accoglienza dei monarchi fu entusiastica e Colombo si vide confermare i riconoscimenti garantiti dal suo contratto. Notizie e resoconti sulla vastità e le ricchezze delle terre scoperte da Colombo giungevano intanto alle corti europee , stimolando curiosità, desideri di potenza, aspettative. Numerosi, infatti, furono i viaggi alla scoperta del Nuovo mondo, in particolare i viaggi nell’America del nord. 



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