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LA GUERRA D'INDIPENDENZA


Gli aspetti ideologici e le dichiarazioni che hanno aperto la Guerra d'Indipendenza: gli atti del Congresso e la celebre Dichiarazione d'Indipendenza del 1776.


Nonostante al Primo Congresso Continentale, riunito a Filadelfia nel settembre 1774, fossero prevalse le posizioni moderate, di fatto gli eventi presto degenerarono e in pratica fin da subito nelle diverse colonie si iniziarono a raccogliere uomini e armi per l'opposizione alle imposizioni della madrepatria, cercando di costituire un "esercito di liberazione". Quando l'esercito inglese cercò di fermare e di contrastare questi "preparativi" si arrivò all'aperto scontro armato.
Formalmente, l'apertura della Guerra d'Indipendenza e l'entrata in guerra ufficiale si ebbe il 10 maggio 1775, con un atto del secondo Congresso Continentale, riunito sempre a Filadelfia, il quale affidò il comando dell'esercito coloniale al generale George Washington. Di fatto, però, questo secondo Congresso, pur sancendo l'entrata in guerra contro l'Inghilterra, non dichiarò esplicitamente l'obiettivo dell'indipendenza dalla madrepatria. La reazione del re d'Inghilterra Giorgio III fu durissima: con il "Proclamation of Rebellion" ribadì le rigide posizioni inglesi in materia politica, sociale ed economica e dichiarò ribelli i patrioti americani. Con questo atto anche i coloni più moderati si decisero ad unirsi all'"esercito di liberazione americano".
La risposta americana alla "Proclamation of Rebellion" inglese arrivò nello storico 1776. Nel giugno di quell'anno, il Congresso costituì una sorta di comitato per stilare un atto formale che riepilogasse le posizioni delle colonie e la loro dichiarazioni di intenti per questa guerra. All'interno di questo comitato vi erano nomi quali Thomas Jefferson e Robert Livingston. Il documento che venne elaborato fu discusso ed approvato dal Congresso il 2 luglio 1776 e promulgato il 4 luglio 1776. Era la famosissima "Declaration of Independence", che diventerà uno dei più importanti documenti di tutta la storia americana e del mondo occidentale. Alle 18.00 della sera del 4 luglio 1776 il generale Washington lesse pubblicamente parte della dichiarazione alle truppe, le quali accolsero questo atto con grande entusiasmo ed euforia. Il punto storicamente più importante è il principio per cui ogni governo è formato e deve operare per l'esclusivo beneficio delle genti governate. Quando il governo non è più di beneficio per le genti governate, allora queste hanno il diritto di sostituirlo con un nuovo governo. Inoltre, in questa dichiarazione non mancavano i principi di uguaglianza e di libertà. Celebre è la frase "tutti gli uomini sono stati creati uguali e il Creatore li ha investiti di alcuni diritti inalienabili".
Se vuoi leggere il testo originale ed integrale della Dichiarazione d'Indipendenza, clicca qui.
A questo punto gli obiettivi e i principi ispiratori erano stati espressi e la guerra era stata dichiarata. Si trattava di combatterla e vincerla in nome di questi principi.
L'esercito coloniale, affidato a George Washington, contava circa 8-9 mila uomini, senza uniformi, mal pagati, poco armati, poco nutriti, prevalentemente volontari (cioè disoccupati e sbandati, senza famiglia e senza casa). La più grande difficoltà era inoltre quella di far prevalere l'interesse globale del Congresso rispetto ai singoli interessi delle Colonie e dei singoli gruppi di volontari combattenti.
Davanti a questa situazione, non sorprende la convinzione degli inglesi di poter facilmente e rapidamente sbaragliare l'esercito americano, infliggendo una "sonora lezione" a questi "coloni ribelli e arroganti".
L'esercito inglese riportò nel corso del 1776 una serie di preannunciate vittorie, le più clamorose furono l'occupazione inglese di New York e di Filadelfia. Tuttavia, Washington cambiò presto tattica e con un'accorta ed oculata tecnica fatta di imboscate e piccoli attacchi a sorpresa, riuscì a disorientare l'esercito avversario e, il 13 ottobre 1777, circondando 5000 inglesi a Saratoga, riuscì a sconfiggerli e a costringerli alla resa.
Questa prima inaspettata vittoria servì a sbloccare la situazione, a ridare coraggio alle truppe americane e, soprattutto, a convincere alcune potenze europee dell'importanza di questo conflitto dall'esito tutt'altro che scontato.
Dopo pochi mesi, infatti, la Francia entrò in guerra contro gli inglesi, sostenendo le posizioni degli americani. Le ragioni di questa mossa francese vanno ricercate da un lato nel desiderio di rivendicare la sconfitta della guerra dei Sette Anni, dall'altro dalla pressione degli intellettuali illuministi francesi che vedevano per la prima volta le loro idee di libertà e uguaglianza concretamente in via di realizzazione. La flotta francese riuscì a tenere "occupata" la flotta inglese, impedendo di fatto a quest'ultima di applicare il minacciato e temutissimo "embargo", cioè il blocco dei porti e di ogni sorta di commercio nelle Colonie. Se la Francia non fosse entrata in guerra, molto probabilmente le Colonie non avrebbero potuto resistere molto a lungo isolate e private di ogni possibilità di commercio con il resto del mondo.
L'anno seguente (1779) dichiarò guerra agli inglesi anche la Spagna e, nel 1780, l'Olanda. Questa "coalizione europea" a favore degli americani decretò senza ombra di dubbio l'esito finale della guerra. L'esercito di Washington ebbe infatti in questo modo la possibilità ed il tempo per organizzarsi meglio e migliorarsi. La storica battaglia finale di Yorktown (16-19 ottobre 1781) vide la vittoria definitiva dell'esercito americano di Washington, sostenuto dalle truppe francesi comandate dal generale La Fayette. Gli inglesi si arresero e si ritirarono.
Due anni dopo, il 3 settembre 1783, venne firmata la pace, nota come "Pace di Versailles" o "Treaty of Paris", in cui l'Inghilterra riconosceva l'indipendenza delle Colonie dalla costa atlantica fino al confine del Mississippi. Alla Francia andarono i possedimenti nelle Antille e il controllo della costa del Senegal, mentre la Spagna ottenne la Florida e Minorca.
La guerra era vinta, l'indipendenza ottenuta, ma ora si presentava un problema ancora più difficile: come organizzare e come gestire la tanto desiderata libertà? 

FONTE: http://guide.supereva.it/usa





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