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NEW YORK, NEW YORK

A New York ritrovi nella vita reale le immagini consegnate alla memoria dai film hollywoodiani, prima fra tutte quelle che dipingono questa città multietnica, brulicante di uomini d'affari, di studenti che affollano i poli universitari, frenetica e trafficata. Per capirne i segreti bisogna guardare tutto dal basso in alto, l'unico modo che ti permette di vedere la maestosità degli edifici che sono entrati nell'immaginario comune. Arrivando per la prima volta a Manhattan non si riesce a evitare di camminare con lo sguardo rivolto verso l'alto. I grattacieli oltre a essere il simbolo di New York, sono un ottimo modo per orientarsi. Il Chrysler Building con la cima in metallo domina Midtown con l'Empire State Building, alto 443 metri, 102 piani, 1860 gradini, un faro che si vede a 100 km di distanza, costruito in soli 410 giorni ai tempi della grande depressione. Il cuore della vita è Times square, la grande strada bianca chiamata così per le sue insegne luminose, è stata per lungo tempo il crocevia più scintillante di New York ed è ora ritrovo di personaggi un po' folli e pittoreschi, una piacevole combinazione di colori, schermi giganteschi e tabelloni pubblicitari. Ogni anno il 31 dicembre, un milione di persone si radunano qui per vedere scendere dal tetto dell'One Times Square una palla illuminata, evento che dura 90 secondi. Il quartiere più popolare è il Greenwich Village, dove antiche chiese e monumenti sopravvivono tra i grattacieli, è simbolo di tutto ciò che è esotico e bohemien. Nei premi del '900 ci si trasferirono artisti, scrittori, e musicisti jazz. Qui viveva Jimi Hendrix e i Rolling Stone ci registravano i loro brani. E' un quartiere vario e animato pieno di storici caffe', antiche librerie e sede del Washington Square Park, il più affollato spazio ricreativo del mondo. Prendendo un traghetto si può raggiungere Liberty Island, dove si trova la Statua della Libertà alta 93 metri. Per arrivare alla corona si devono salire 354 gradini, circa 22 piani di un edificio. Il cuore verde di Manhattan è Central Park, luogo di relax dei newyorchesi nel quale si corre intorno ai laghetti artificiali, si passeggia tra sentieri e ruscelli, si assiste a gare di modellini nel laghetto e si visita lo zoo; per orientarsi si guardano i lampioni, sono numerati e i primi due numeri indicano il più vicino incrocio di strade. Fino a qualche decennio fa Harlem era il ghetto delle comunità afroamericane vietato ai bianchi, noto per le vicende di droga e violenza, oggi vive una rinascita senza paragoni, riaprono storici edifici ed è bellissimo la domenica ascoltare nelle chiese i cori spirituali di gospel. A Downtown si può fare un giro tra le varie culture: Little Italy in una profusione di colori verde rosso e bianco, quartiere che dal 1880 venne occupato dagli italiani; oggi è molto piccola, ridotta ad un'unica strada, con ristoranti e panetterie a caro prezzo. Il cinema ha raccontato ampliamente le vicende della mafia che sembra essere nata da queste parti. John Gotti e Joey Gallo hanno gestito i loro affari e hanno visto la propria fine nei locali di questo quartiere. La coloratissima Chinawton ha 35 isolati. Un aspetto disordinato e strapieno, integra nelle tradizioni perché i cinesi hanno preservato i loro modi di essere permettendo ben poche intrusioni del mondo occidentale. Qui si pratica l'arte marziale dei thai e si gioca a scacchi su tavoli di marmo intorno ai quali si affollano campanelli di curiosi. E' bellissimo il Capodanno cinese, che ogni anno viene il primo giorno di luna piena dopo il 19 gennaio; un enorme dragone discende per i quartieri in una scenografia di fuochi d'artificio e decorazioni coloratissime. Oltre Manhattan, ci sono circa un milione di persone che affollano il Bronx, una zona afflitta da miseria e violenza, culla della musica rap americana; oltre l'East River c'è Brooklyn con l'omonimo ponte. Anche questo viaggio e' finito, torno a casa con la sola consolazione che per orientarmi non dovrò guardare in alto...

TIZIANA

 


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