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PAGINA DELLE RIFLESSIONI - 3

 


 

Sono iscritto all'università di Milano e oggi c'era un esame di cultura americana. Credo di essermi fatto un'idea abbastanza chiara sugli States, e ve la voglio raccontare. Comincio dalla fine, dal giudizio e dico subito che reputo gli States uno dei paesi più affascinanti, ricchi, brutti e poveri del mondo. Mi spiego: nella vostra discussione ho intravisto la solita, trita e ritrita discussione su America bene e America male, antiamericano - filoamericano. E’ questo il vostro profondo sbaglio; è chiudere gli occhi dinanzi alla stupefacente ambiguità di un paese come gli Usa e schierarsi da una sola parte. Esprimere un giudizio manicheo sulla cultura (nel senso più ampio del termine) americana è una clamorosa follia. La repubblica federale degli Stati Uniti d' America rappresenta la più completa sublimazione di tutto ciò che l'uomo è stato, è, e sarà. E’ un crogiuolo turbinante che si sposta di continuo, che cambia ogni momento; è tutto e il contrario di tutto. Come si fa a darne un giudizio univoco e globale, come si fa a riassumere in qualche aggettivo le meravigliose polarità su cui vive l'America? L'america è la guerra in Iraq (la guerra è male. convincitene, Dario.) certo, ma è anche il piano Marshall; è le tortura ai prigionieri di guerra, ma è anche lo stato che sovvenziona più stati in difficoltà economiche, è la politica estera di George W. Bush, ma è anche Kubrick, Springsteen e Michael Moore. Negli Stati Uniti il dissenso politico non è ostacolato (quando espresso in forme artistiche). Negli Stati Uniti ci sono 30.000.000 di poveri è vero. Ma ci sono anche storie di emigrati che stavano col sedere per terra e che con qualche buona idea si sono arricchiti. E’ stato un paese che per qualche secolo ha offerto le sue braccia per aiutare chi nel vecchio mondo se la passava male. Molti di quelli erano cervelloni, artisti, filosofi che altrimenti sarebbero morti vittime delle persecuzioni razziali. Gli stati uniti hanno questa peculiarità, non sono restringibili ad un giudizio radicale e netto. Sono il razzismo, ma sono anche M.L.King. Potrei andare avanti per anni a scrivere esempi di questo tipo, ma spero di essermi già spiegato.

god bless the usa (and the mankind).

Giorgio Fumagalli

 


 

La suddivisione in due categorie filo-americano e anti-americano, credo sia una cosa che fai solo tu forse per semplificarti un po' il ragionamento, ma non è assolutamente presente né nei miei interventi e né penso in quelli di Dario un sentimento filo o anti americano. Sono d'accordo con te quando affermi che l'America è un crogiuolo di culture, una realtà variegata (e se hai letto l'introduzione al sito in homepage, penso te ne sarai resoconto), ma sarei molto più cauto ad asserire cose quali "E’ stato un paese che per qualche secolo ha offerto le sue braccia per aiutare chi nel vecchio mondo se la passava male" oppure "è anche il piano Marshall". Dobbiamo veramente ringraziare gli americani per il piano Marshall? Certo, ci hanno aiutato a rimettere in sesto la nostra economia ma a quale prezzo, ve lo siete mai chiesti? Si può dire che gli USA siano formati da 51 stati e capite bene qual è il 51esimo... Non siamo amici ma servi degli americani. Io che abito in una terra come la Sardegna queste cose le conosco molto bene; conosco dei posti fantastici come La Maddalena inquinati dalla base nucleare nord-americana; conosco la situazione dei pescatori di Capo Teulada che non possono pescare quando i lor signori a stelle e strisce devono fare le esercitazioni, oppure sempre nello stesso luogo bombe che per sbaglio finiscono in spiaggia. Credi sul serio che sia stato un regalo quello che ci hanno fatto gli americani? Braccia a paesi poveri non ne ha mai offerto; la politica estera -come già affermo in un mio precedente intervento- è basata sul sacro interesse del dollaro. Hai ragione: negli Stati Uniti ci sono Bush e Moore o Springsteen. Ma chi decide le politiche che andranno ad influire sul resto del mondo? Chi ha il potere di decidere della vita o più spesso della morte per esempio degli iracheni? Ti correggo e correggo anche me stesso: gli americani che vivono sotto la soglia di povertà sono 36.000.000, in aumento di 1,3 milioni rispetto ad un anno fa. Poi hai ragione c'è anche qualcuno che col sedere per terra si è rialzato, ma per far ciò quanti altri sono finiti col sedere per terra? Non è retorica è realtà. Gli Usa sono un paese in cui ogni giorno in media circa 85 persone sono uccise da arma da fuoco e 205 ferite (fonti ufficiali di Washington).

CG22 webmaster All USA

 



 

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