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PAGINA DELLE RIFLESSIONI - 1

 


 

Io credo che quando si è appassionati di un qualcosa, sia doverosa la critica per far si che quello che ci piace possa sempre migliorare.
Gli amanti acritici degli Stati Uniti parlano di questa terra come terra di libertà assoluta.
Io ci rifletterei un po’ su, prima di fare certe affermazioni.

Innanzitutto ricordiamoci come si sono formati gli Stati Uniti.
Gli americani hanno sterminato quasi un intero popolo.
Gli indiani, i nativi del luogo sono stati ammazzati nella loro Terra e oggi sono costretti a vivere nelle riserve.
A me non sembra una cosa tanto simpatica che un popolo non abbia il diritto di vivere nel luogo in cui è nato.
Purtroppo mi costa caro dirlo ma la libertà negli States ce l’ ha solo chi ha il denaro. Si stima che gli americani al di sotto della soglia di povertà siano circa 30.000.000!!! Ve ne rendete conto quanti sono? Quali libertà pensate abbiano quelle persone?
Io penso molto poche.

E il problema della discriminazione razziale?
Dove lo lasciamo? Pensate che sia tutto superato? Questo è solo quello che ci vogliono far credere, ma la verità purtroppo è un’altra.
La verità è che la comunità afro-americana e le altre minoranze, subiscono ancora oggi delle forte discriminazioni da parte dell’ intero sistema.
La verità è che la gran parte della gente in prigione è di pelle nera.
La verità è che da quando esiste la pena di morte, è stata applicata soprattutto per i neri.

Un altro odioso problema sta nella mancanza di un servizio sanitario nazionale.
Vi sembra possibile che abbia il diritto di essere curato solo chi ha i soldi chi si possa permettere di avere un’assicurazione?
La salute di una persona è un diritto fondamentale che non dovrebbe essere subordinato alle logiche di mercato, non si può speculare sulla salute umana.
Su questioni così importanti si dovrebbe mettere al primo posto un solo obiettivo: la persona e non il profitto.

Un altro argomento spesso utilizzato dagli acritici sostenitori è che gli Stati Uniti sono il più grande modello di democrazia e la sostengono contro i dittatori.
Penso che l’ipocrisia sia una cosa molto brutta e antipatica.
Se gli Stati Uniti avessero veramente a cuore la democrazia la sosterrebbero in qualsiasi paese ci sia e con qualunque tipo di governo.
All’inizio della rivoluzione cubana, hanno lasciato fare, ma una volta che si sono accorti che le persone che si erano insediate al governo di Cuba volevano essere uno Stato veramente indipendente e non più una colonia come quando c’era Fulgencio Battista, hanno organizzato lo sbarco alla Baia dei Porci.
La rivoluzione cubana era democrazia perché era stato l’intero popolo cubano a volerla e a farla.
Io credo che la democrazia ci sia quando c’è il consenso popolare a prescindere con quale forma venga manifestato.

Continuiamo.
Oltre all’ 11 settembre famoso, ce n'è un altro che forse spesso viene dimenticato.
L’ 11 settembre 1973 in Cile, gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta che la loro politica estera non è basata sull’ amore per la democrazia ma solo sui propri interessi. Se ciò che avessero a cuore fosse veramente la democrazia non avrebbero destituito Allende (eletto democraticamente dal popolo cileno) con un colpo di stato e messo al governo un despota quale Pinochet.

Leggete queste poche righe che penso siano veramente belle.

“Care madri, cari padri delle persone rimaste uccise l’11 settembre 2001 a New York. Sono cileno, mi chiamo Ramon e vivo da molti anni a Londra. Volevo dirvi che forse abbiamo qualcosa che ci unisce. I vostri cari sono stati assassinati come pure i miei. Abbiamo anche una data in comune: 11 settembre. Nel 1970 ci sono state le elezioni in Cile e io votavo per la prima volta. Avevamo un bellissimo sogno: costruire una società in cui tutti potessero condividere il frutto del loro lavoro. Così in quel 1970 andammo tutti a votare per Salvador Allende. Insieme…..Madri, padri delle persone uccise l’11 settembre a New York. Presto ricorrerà un nuovo anniversario. Noi vi ricorderemo sempre. Spero vi ricorderete di noi”.

“11 settembre 2001”, Ken Loach


Se i governanti USA tenessero sul serio alla democrazia non avrebbero addestrato attraverso la CIA i Contras e fatto torturare i sostenitori della rivoluzione Sandinista in Nicaragua.

Adesso vorrebbero esportare la democrazia e in nome della lotta al terrorismo continuano a compiere scempi. Penso faccia piacere a tutti che Saddam non sia più in circolazione, ma se l’obiettivo era combattere il terrorismo, mi duole dirlo ma hanno tristemente fallito.
In Iraq il terrorismo non c’era con Saddam, e invece adesso ogni qualvolta accendo la tv non sento che parlare di autobomba a Baghdad, a Najaf, a Bassora e poi tanti morti e come sempre la maggior parte civili.

Gli Stati Uniti attirano tutti noi, attraverso i film ci stregano, ma vorrei che la prossima volta che siete lì, magari ad ammirare una villa a Beverly Hills o a vedere le bellissime Limousine sfrecciare  a Manhattan, pensate quante persone povere ci sono perché quelle possano essere ricche.

   

Carlo G. webmaster All USA.it

 


 

Solo gli americani hanno distrutto un popolo? Forse il sig. Carlo dimentica ciò che ha fatto sempre l'umanità. Dimentica forse cosa hanno fatto i "civili" conquistadores nel sud America ai danni delle popolazioni locali che risentono ancora oggi degli effetti negativi di quel dominio? O ciò che hanno fatto gli australiani ai danni degli aborigeni? O ciò che hanno fatto un po' tutti i leader della storia: Napoleone, Hitler, lo stesso Mussolini? Ciò che ora sta facendo anche il sig. Sharon ai danni dei palestinesi? Giusto ciò che dice il Sig. Carlo ma la violenza è, purtroppo, insita in ognuno di noi. I poveri in America? Vada a vedere nella stessa America centro meridionale o in Africa e poi se ne può parlare. Discriminazione razziale in America? E ciò che avviene in Italia forse lo dimentichiamo? Certamente qui i neri, i gialli o altri popoli di altra cultura e razza non se la passano certo meglio. Nel mentre in America come in Francia e in Inghilterra o altri paesi, gli immigrati hanno la possibilità di integrarsi nella vita di tutti i giorni occupando anche cariche importanti mi dice il Sig. Carlo se tutto questo avviene in Italia? Non mi sembra. La pena di morte è un discorso particolare che in questo momento non tocco Problema sanitario: giusto, in America chi non ha soldi non si può curare. Ma per caso in Italia non stiamo per giungere allo stesso "traguardo"? Con quello che costano le visite specialistiche, i ticket, i medicinali..tenendo presente che già paghiamo con il nostro stipendio il S.S.N.. Riflettiamo. Democrazia la rivoluzione cubana? Forse il sig. Carlo dimentica che Castro è un dittatore assoluto. Si forse l'idea della rivoluzione era giusta, ma poi.. Ecco perché il Che abbandonò Castro andando in altri paesi a lottare. La storia insegna. Democrazia è un termine molto vago. Si può parlare ancora di democrazia con il nostro "amato" presidente Berlusconi? Non tutti sono d'accordo. Purtroppo gli interessi degli USA sono anche i nostri. Dimentichiamo forse da chi importiamo il petrolio? Non per questo voglio giustificare ciò che avviene in Iraq o che è avvenuto in passato. Ma al mondo finché ci saranno i produttori di petrolio non si troveranno altre fonti alternative (e Bush, che ritengo un cane, non sarebbe salito al potere). Questo discorso è valido anche per le lobby delle armi e, per ricollegarmi al discorso di prima, delle case produttrici di farmaci. In Iraq ha fallito tutto il mondo "civile" non solo gli USA La mia potrebbe sembrare un strenua difesa degli USA ma così non è. Guardiamoci tutti intorno e dentro di noi e poi giudichiamo. A qualcun altro la continuazione del discorso.

   

Dario D.A. Lecce

 



Se parlo solo dei crimini commessi dagli Stati Uniti, non è per un personale accanimento verso quest’ultimi, ma per il semplice fatto che il sito tratta di questo argomento e non sui delitti commessi contro l’umanità. Purtroppo non dimentico niente di quanto elenca, ha perfettamente ragione sul fatto che gli USA non siano il solo Paese ad aver commesso azioni nefande. Mi fa piacere anche che ricordi il sig. Sharon e di quanto sta compiendo, per ultimo ma non per questo meno importante la costruzione di un muro, segno evidente che la storia a certe persone non insegna niente. 

Ha perfettamente ragione a parlare della povertà nei paesi dell’ America latina e delle conseguenze che ancora oggi pagano per le azioni commesse secoli fa dai Conquistadores spagnoli. Per quanto riguarda la discriminazione razziale non sono molto d’accordo con lei. E’ vero che questa esiste anche in Italia, ma non mi sembra si possa paragonare questo fenomeno a quanto è avvenuto e a quanto avviene ancora negli States. 

Sul fatto che gli afro-americani abbiano la possibilità di integrarsi e di avere anche cariche di prestigio, è ancora una cosa molto isolata. Penso per un nero che riesce ad arrivare, quanti non ce la facciano. In Italia è vero che non avviene che gli immigrati occupino posti importanti, ma non dimentichiamoci che l’immigrazione in Italia è un fatto relativamente nuovo, dato che mezzo secolo fa era ancora un Paese dal quale si emigrava, mentre negli Stati Uniti gli afro-americani fanno parte del tessuto sociale da qualche secolo.

Per il problema sanitario purtroppo è vero che anche in Italia si sta andando nella direzione di una sempre maggiore privatizzazione del sistema sanitario, perché siamo sempre alla rincorsa degli Stati Uniti. 

Per quanto concerne la Rivoluzione Cubana in fatto di democrazia mi riferivo alla rivoluzione intesa come gli anni di guerriglia, non so più se ora si possa parlare di democrazia come noi la intendiamo, ma se Cuba è in quelle condizioni mi duole dirlo ma gran parte della colpa è degli Stati Uniti, che con circa 50 anni di embargo e di sabotaggi non hanno di sicuro aiutato il popolo cubano. In fatto di democrazia in Italia penso che abbia ragione, con Berlusconi è in serio pericolo. 

Concordo anche per quanto riguarda il suo giudizio nei confronti del sig. Bush, per quanto riguarda la guerra in Iraq la cosa che mi da più fastidio è l’ipocrisia degli USA come ho già scritto nel mio primo intervento.

   

Carlo G. webmaster All USA.it

 


 

Si, ha perfettamente ragione, se ne parlava maggiormente in questo sito proprio perché interamente dedicato agli USA, ma mi sono lasciato trasportare la mano perché non tollero ciò che avviene nel mondo intero con la totale noncuranza di tutti noi. E pensare che basterebbe veramente poco per poter dare una speranza a tutti coloro che soffrono, in America come in Africa, in India come in Australia. Non occorrono milioni di soldi ma veramente pochi spiccioli. E' la mancanza di volontà e il desiderio di sfruttare le risorse di questi popoli a portare a questa situazione. In base alla mia personale esperienza in paesi del cosiddetto "terzo mondo" con una cifra modesta di 50 $ potrebbe vivere una famiglia intera anche per un mese. E nel dire questo non esagero. Il razzismo in Italia è anche quello che avviene tra la lega lombarda di quel tal Bossi e tutta la sua combriccola nei confronti dei meridionali. Non è necessario essere neri e bianchi. E non è vero, secondo me, ciò che dice Lei sig. Carlo: a Londra c'è più gente di colore e di altre nazionalità che inglesi, basta farsi un giro nella City per rendersene conto. La situazione è simile a Parigi come a New York dove, per esempio, la maggior parte dei tassisti sono stranieri, tanti piccoli locali sono gestiti da stranieri, oltre, ripeto, ad altre cariche più importanti. Qui in Italia gli extracomunitari cosa fanno? Vanno a lavorare nelle campagne favorendo il fenomeno del "caporalato", o si mettono agli angoli, con misere bancarelle, a vendere prodotti di artigianato venendo spesso maltrattati dai negozianti che "pagano le tasse".

Continuo a dire che la colpa, anche nel caso di Cuba, non è solo degli USA ma di tutto il mondo "civile" che avvalla il loro comportamento. Compresa la Russia. 

Non chiudiamo gli occhi come stiamo facendo nel caso da Lei citato della costruzione del muro israeliano. Questi signori fruttano il loro dolore del passato per nascondersi dietro false ipocrisie facendo agli altri ciò che hanno subito. Violenza chiama violenza non dimentichiamolo.

Quello della guerra in Iraq è un discorso molto lungo che solo relativamente si riallaccia alla necessità di eliminare Saddam, cosa giusta solo in parte perché ci si rende conto, vista la situazione attuale, che, quantomeno, garantiva una certa stabilità all'interno del suo paese. Ora è solo il caos alimentato dalla presenza degli stranieri. Ma bisogna tener conto della loro ignoranza che è quella che poi porta al fanatismo religioso. Questi signori che reclamano senza di noi, le nostre necessità petrolifere, vivrebbero nella miseria più assoluta incapaci come sono di uscir dalla loro apatia. Cosa ne farebbero del petrolio senza la nostra tecnologia? Niente. Per far capire la situazione voglio citare un aneddoto: quando gli egiziani volevano costruire la diga di Assuan, si rivolsero agli americani perché non avevano i minimi mezzi per la sua realizzazione. Gli americani chiesero il controllo del canale di Suez, ma Nasser rispose picche e si rivolse all'URSS che completarono l'opera. Questo fa capire quanto abbiano bisogno di noi. E purtroppo a noi serve il loro petrolio. Bush è un petroliere e di conseguenza.. Noi ci adeguiamo

 

Dario D.A. Lecce

 


 

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