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MORFOLOGIA DEL TERRITORIO

L’attuale struttura geo-morfologica degli Stati Uniti è il risultato di una lunga successione di collisioni e separazioni di grandi aree della parte superficiale della crosta terrestre.
Il periodo di calma geologica ebbe termine quando i continenti dell’America settentrionale e dell’Europa entrarono in collisione nel primo periodo della formazione dei fossili, o carbonifero, in seguito al quale i continenti americani si scontrarono con quelli africani.
Il fenomeno provocò la formazione dei monti Appalachi e determinò la deriva della massa continentale verso ovest con una conseguente espansione dell’oceano Atlantico e un periodo di calma geologica che interesso nuovamente le aree orientali statunitensi.
Il materiale prodotto dall’erosione dei monti Appalachi si depositò e si accumulò nella regione interna delle Grandi Pianure e nelle pianure costiere affacciate sull’Atlantico e sul Golfo del Messico.
Nel frattempo, la compressione tra la zolla americana in spostamento verso ovest e la zolla pacifica determinarono la formazione di nuovi sistemi montuosi.
I sedimenti sabbiosi delle Grandi Pianure giunsero a depositarsi sui versanti delle Montagne Rocciose del Colorado e del Montana e di catene montuose minori.
Lo slittamento delle rocce lungo le faglie non stratificate determinò la formazione della Sierra Nevada in California, della Wasatch Range nello Utha, delle catena montuose allineate del Nevada e della Teton Range nel Wyoming. Il suolodell’Arizona e dello Utah meridionale si sollevò e i fiumi incisero profondi canyon.
Negli Stati Uniti corsi d’acqua come l’Hudson, il Delaware, il Potomac, il Susquehanna e il Savannah hanno una portata considerevole, dovuta soprattutto alle frequenti precipitazioni, e costituiscono quindi buone vie di comunicazione utilizzate in prevalenza per il trasporto delle merci.

L’Ohio, il Tennessee, l’Illinois e il Mississippi, sono soggetti a frequenti piene nella stagione primaverile, la loro portata diminuisce con le calde settimane della tarda estate e nei nevosi mesi invernali. Lo scioglimento delle nevi alimenta i fiumi che scorrono verso est, il Missouri, il Platte, l’Arkansas, il Rio Grande e i corsi d’acqua che attraversano le regioni occidentali, il Colorado, il Sacramento, lo Snake e il Columbia, che scorrono verso ovest.
Quasi tutti questi fiumi riducono la loro portata allontanandosi dalle sorgenti montane e alcuni, come il Colorado, sono regolati da dighe e deviati per un utilizzo urbano e agricolo così massiccio che non portano più acqua al mare.
Mentre tra i numerosi laghi presenti nel territorio statunitense i principali sono i Grandi Laghi che, collegati tra loro da una serie di canali e corsi d’acqua, rappresentano il bacino lacustre più esteso del mondo collegato a sua volta, attraverso il San Lorenzo, all’oceano Atlantico.
Innumerevoli laghi minori sono disseminati in tutti gli U.S.A. come il Champlain, il Red, il Cayuga, i Mille Lacs e il Grande Lago Salato nello Utah e molti altri bacini di, estensione minore, che costituiscono i resti di laghi molto più estesi formatisi in epoca glaciale.

 

 

 


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