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LO ZIO SAM DI André Gunder Frank



Ecco a voi lo zio Sam - senza niente addosso

Lo Zio Sam si è tirato indietro e si è rivelato inadempiente sul 40% del proprio debito estero multimiliardario (in dollari), e nessuno ha detto una parola, salvo una riga sull'Economist. In parole povere, questo significa che lo Zio Sam gestisce con il suo dollaro autoprodotto una truffa mondiale basata sulla fiducia carpita e ricevuta da altri in tutto il mondo, ed è anche un insolvente in quanto non onora né restituisce i soldi che ha ricevuto. Quanto abbiamo perso della nostra quota di dollari dipende da quanto noi, i creditori, abbiamo originariamente pagato per averla. Lo Zio Sam ha lasciato cadere, o piuttosto con le sue deliberate politiche economiche ha spinto al ribasso il suo dollaro del 40%, da 80 cent al suo punto massimo a 135 cent per un euro. Il dollaro è sceso di un coefficiente analogo rispetto allo yen, allo yuan e ad altre valute. E sta calando ancora, anzi è pronto a crollare del tutto.

Anche negli anni '30 vi fu un'ondata di svalutazioni competitive, chiamata la "politica del rubamazzo" di spostare i propri costi sui propri vicini. È vero che, come il dollaro è diminuito, è diminuito anche il valore reale che gli stranieri pagano per il servizio del loro debito nei confronti dello Zio Sam. Ma questo funziona solo se loro stessi possono guadagnare in valute che abbiano aumentato il proprio valore nei confronti del dollaro. Altrimenti gli stranieri guadagnano e pagano con lo stesso dollaro svalutato, e anche questo con qualche perdita dovuta alla svalutazione fra il momento in cui hanno ricevuto i propri dollari e il momento in cui li ripagano allo Zio Sam. La Cina ed altre nazioni dell'Estremo Oriente guadagnano in dollari, a cui hanno agganciato le proprie valute, e così hanno già perso una cospicua parte della loro quota di dollari, di gran lunga la più grande del mondo. E, come tutti gli altri, perderanno anche il resto.

Questo perché il debito dello Zio Sam con il resto del mondo già ammonta a più di un terzo della sua produzione interna annua, e sta crescendo ancora. Già questo rende il suo debito economicamente e politicamente mai rimborsabile, anche se volesse farlo (e ovviamente non vuole). Il debito interno, ad esempio l'indebitamento dei consumatori con le carte di credito e le ipoteche, è di quasi il 100% del consumo, compreso quello proveniente dalla Cina, e del prodotto interno lordo (PIL). Il debito federale dello Zio Sam è ora di 7500 miliardi di dollari USA, accumulati tutti meno mille miliardi negli ultimi tre decenni, gli ultimi 2000 miliardi negli ultimi otto anni, e gli ultimi 1000 miliardi negli ultimi due anni. Ahimé, ciò costa più di 330 miliardi di dollari l'anno in interessi, rispetto ai 15 miliardi spesi per la NASA.

Ma non vi preoccupate: il Congresso ha appena aumentato il tetto del debito a 8200 miliardi di dollari. Per aiutarci a visualizzare, 1000 miliardi di dollari in biglietti da 1000 dollari strettamente impacchettati equivarrebbero a un palazzo di 40 piani, dunque 7500 miliardi sarebbero 300 piani ovvero circa tre volte l'altezza dell'Empire State Building. Quasi metà di questo debito è con stranieri. Tutto il debito dello Zio Sam, compreso l'indebitamento delle famiglie di circa 10000 miliardi di dollari, più il debito aziendale e finanziario, con le loro opzioni, prodotti derivati e simili, e il debito pubblico dei singoli Stati degli USA e degli enti locali arriva a 37000 inimmaginabili miliardi di dollari, per aiutarvi un Empire State Building di 1480 piani, e quasi quattro volte il PIL dello Zio Sam. Che quest'ultimo l'anno scorso abbia emesso un semplice record di 140 miliardi di dollari di obbligazioni-spazzatura ad alto rendimento deve sembrare pochino, anche se sono chiamate così perché sono (solo!) le prime da non onorare, dopo o mentre si gonfiano i debiti al consumo e ipotecari e aziendali. Solo parte di questo debito e del suo futuro default può essere gestito internamente, ma, per lo Zio Sam, con limiti pericolosi che tratterò più avanti. Questa è solo una delle ragioni per cui voglio che conosciate lo Zio Sam, il truffatore insolvente, che potrebbe ricordarvi il film Vi presento Joe Black; poiché man mano che lo conoscerete meglio più avanti, scopriremo che è anche uno Shylock, e per giunta corrotto.

La guerra fredda dello zio Sam, guerra per procura della guerra del nord-ovest contro il sud

Prima di proseguire, traduciamo questa baraonda di numeri in un linguaggio comprensibile. Ciò venne già fatto nel 1948da George Kennan, altrimenti noto come il Sr. X, l'architetto della politica del contenimento dello Zio Sam:

noi abbiamo la metà circa della ricchezza del mondo[...] ma solo il 5 per cento della sua popolazione[...] In questa situazione [...] il nostro vero lavoro nei prossimi anni è inventare un modello di rapporti che ci permetta di mantenere questa posizione di disparità [...] per farlo dobbiamo eliminare ogni sentimentalismo e fantasticheria, [...] concentrarci ovunque sui nostri obiettivi nazionali immediati [... e] operare con semplici nozioni di potenza. Meno siamo intralciati da slogan idealistici, meglio è [Department of State Policy Planning Study No. 23, 1948].

Naturalmente, questa affermazione era solo ad uso e consumo interno privato dello Zio Sam. Per il resto del mondo, compresa la maggior parte degli Zii Sam, gli "slogan idealistici" andranno meglio, finché non ci intralciano, naturalmente. Poiché sono loro che manifestano la più grande truffa piramidale gestita in tutto il mondo dallo Zio Sam. In che altro modo "mantenere questa disparità"? La nuda potenza aiuta, ma non basta. Tanto più che, da quando scriveva il Sr. X, la distribuzione del reddito mondiale già allora terribilmente ingiusta è diventata circa tre volte più INiqua. Per l'oggi, considerate solo questo semplice indicatore: 265 MILIONI di Zii Sam consumano più petrolio, il 22 per cento del totale mondiale, di oltre tre MILIARDI di asiatici, che tutti insieme mettono insieme il 20 per cento - e ne vogliono di più, specialmente i Cinesi. Naturalmente lo Zio Sam incide anche su una quota di proporzioni analoghe sulla Buon Terra. Per aiutarsi fa affidamento anche sul ! Pentagono, che per soprammercato è lui stesso probabilmente il maggiore e meno osservato inquinatore di tutti.

Questa osservazione indica anche una continuità al di là di quell'altro muro, quello che cadde a Berlino nel 1989. In quanto mostra che il Contenimento da Guerra Fredda del Sr. X non era solo o anche in primo luogo contro i russi, ma anche un Contenimento dell'altro 95 per cento del mondo e specialmente della vasta povera maggioranza che soffre di più dalla disparità che osservava. Anzi, lo stesso Sr. X suggerisce che la Guerra Fredda Ovest-Est, che fu determinante nell'avviare già come ambasciatore a Mosca dello Zio Sam, era in larga misura una guerra per procura della vera guerra Nord (e specialmente Zio Sam) - Sud per quella metà, o per entrambe le metà, della ricchezza del mondo. Così, questo dovrebbe lasciarci meno sorpresi per il fatto che l'erroneamente previsto "dividendo della pace" non si sia materializzato dopo che quel piccolo muro cadde nel 1989. L'altra guerra, o quella vera, continua ed assume solo altre forme o piuttosto etichette, per i "diritti umani", la "! democrazia", il "libero mercato" e il "libero scambio", la "libertà" in generale, anzi perfino la "civiltà", gli ultimi dei quali sono tutti echi del "fardello dell'uomo bianco" del 19° secolo. Aggiungete solo qualche nuovo "contro", prima il "narcoterrorismo" da parte di Bush Papà contro Noriega, e ora semplicemente l'indefinito "terrorismo" da parte di Bush Figlio contro chiunque "non è con noi". Dimenticavo le "armi di distruzione di massa", quelle che lo Zio Sam ha e usa di più, ah, e le armi di inganno di massa che lo Zio Sam usa alla grande. Questa naturalmente è una condizione sine qua non di qualsiasi truffa, e ora quella che gestisce è la più grande del mondo, come osserveremo fino alla nausea, cominciando proprio adesso.

Lo zio Sam vive nel lusso a spese di tutto il mondo e del lavoro cinese

Gli Stati Uniti sono la nazione più privilegiata del mondo, avendo il privilegio monopolistico di stampare a volontà la valuta di riserva mondiale a un costo nullo, a parte quello dell'inchiostro e della carta su cui è stampata. Inoltre, così facendo, lo Zio Sam può esportare all'estero l'inflazione che la sua irresponsabile stampa di dollari genera. Infatti nel resto del mondo ce ne sono in circolazione già più del triplo che nella loro patria. In più, è anche l'unico paese il cui debito "estero" è denominato principalmente nella propria valuta La maggior parte del debito degli stranieri è denominato in questi stessi dollari, però questi devono comprarli dallo Zio Sam con la loro valuta e con beni reali.

Così lo Zio Sam semplicemente paga i Cinesi e gli altri essenzialmente con questi dollari che già cominciano a non avere un valore reale al di là di quello della carta e dell'inchiostro. Così, specialmente la povera Cina da via per nulla allo Zio Sam centinaia di miliardi di dollari di valore di beni reali prodotti in patria e consumati dal ricco Zio Sam. Poi la Cina scambia di nuovo questi stessi biglietti cartacei in cambio di altri dollari cartacei dello Zio Sam chiamati Titoli del Tesoro, che valgono ancora di meno, eccetto per il fatto che rendono una percentuale di interessi. Poiché, come abbiamo già osservato, non potranno mai essere liquidati o riscattati totalmente o anche solo in parte, e comunque hanno già perso buona parte del loro valore a favore dello Zio Sam. In un precedente saggio, ho sostenuto che la potenza dello Zio Sam si fonda solo su due pilastri, il dollaro cartaceo e il Pentagono. Ognuno sostiene l'altro, ma la vulnerabilità di ognuno è anche un tall! one d'Achille che minaccia la vitalità dell'altro. Dopo di allora l'Iraq, per non menzionare l'Afghanistan, ha mostrato che buona parte della fiducia nel Pentagono è mal riposta, Ciò ha contribuito a ridurre fiducia nel dollaro ed anche il suo valore, e questo a sua volta ha la capacità dello Zio Sam di usarlo per finanziare le sue avventure all'estero del Pentagono(COUP d' ETAT AND PAPER TIGER IN WASHINGTON, FIERY DRAGON IN THE PACIFIC, che evoca anche la crescita produttiva della Cina http://rrojasdatabank.info/agfrank/new_world_order.htmlcoup).

Inoltre, dobbiamo renderci conto che i numeri relativi allo Zio Sam che ho citato prima e che citerò più avanti sono anche, tutti, letteralmente relativi. Fin'ora i rapporti con altri paesi, in particolare con la Cina, ancora favoriscono lo Zio Sam, ma contribuiscono anche a mantenere un'immagine ingannevole. Considerate quanto segue:

Un giocattolo da 2$ che esce da una fabbrica di proprietà USA in Cina è una spedizione da 3$ che arriva a San Diego. Quando un consumatore USA lo compra per 10$ da Wal-Mart, l'economia USA registra 10$ in vendite finali, meno 3$ di costi di importazione, per un'aggiunta di 7$ al PIL degli USA (Blaming "undervalued" yuan wins votes [Dare la colpa allo yuan "sottovalutato" fa guadagnare voti], Asia Times Online, February 26, 2004)

Inoltre, il sempre sveglio Zio Sam ha organizzato le cose in modo da guadagnare il 9% dalle proprie proprietà all'estero, mentre gli stranieri guadagnano solo il 3% dalle loro, e solo l'1% reale sui loro Certificati del Tesoro USA, investiti nel Paese di Dio dello Zio Sam. Osservate che questa differenza di 6 punti percentuali è già il doppio di quanto lo Zio Sam paga, e che il suo incasso totale del 9% è il triplo del 3% che ridà. Quindi, anche se le reciproche proprietà all'estero degli stranieri e dello Zio Sam ora sono più o meno uguali, lo Zio Sam è ancora il grande vincitore al netto degli interessi/interessato, proprio come qualsiasi Shylock, solo che nessun altro ha mai fatto un affare così grande.

Ma lo Zio Sam guadagna poi piuttosto bene, grazie, da altre proprietà all'estero, ad esempio da pagamenti per servizi ad opera principalmente di debitori esteri poveri. Le somme coinvolte non sono bazzecole. Solo dai suoi investimenti diretti in beni immobiliari all'estero, i profitti dello Zio Sam ora sono pari al 50% (e compresi i suoi introiti da altre proprietà all'estero sono un 100% tondo) dei profitti derivati da tutte le proprie attività interne combinate! Questi introiti dall'estero aggiungono più del 4% del prodotto interno nazionale dello Zio Sam. Questo aiuta abbastanza a compensare la carenza di profitti interni, che devono ancora recuperare anche solo il proprio livello del 1972. Questo perché lo Zio Sam non ha fatto abbastanza investimenti davvero buoni in patria per aumentare la produttività e quindi i profitti. Questo profitto extra derivante dagli stranieri compensa anche buona parte del deficit commerciale ancora in crescita dello Zio Sam, adesso ad oltre ! 600 miliardi di dollari l'anno [oggi è stato annunciato che il mese scorso era a un livello di 666 miliardi di dollari su base annua]. Questo ha prodotto le migliaia di miliardi di dollari [si dice che siano tre] del suo debito estero. Però lo Zio Sam gioca a carte molto coperte ed è comprensibilmente riluttante a fare qualsiasi rivelazione ufficiale di quanto sia veramente alto [più dell'Empire State Building in biglietti da 1000$?] il suo debito estero. Tuttavia, possiamo stare sicuri che il suo debito estero lordo è di gran lunga il maggiore del mondo e resta tale anche come debito estero netto, anche se deduciamo cioè i debiti che gli stranieri hanno con lui.

La montatura pubblicitaria della produttività della "new economy" del presidente Bill Clinton negli anni '90 era limitata ai computer e alle tecnologie dell'informazione e anche questo si è rivelato un inganno quando la bolla di Internet è esplosa. Inoltre, non solo l'apparente aumento dei "profitti" ma anche quello della "produttività" alla base veniva gonfiato dall'aumento dei ritmi di lavoro e/o dagli orari più lunghi (a parità di retribuzione) degli operai, degli impiegati e dei commessi. WAL-MART obbliga con la minaccia del licenziamento i suoi lavoratori non iscritti a sindacati [non ne permette] a timbrare il cartellino all'uscita e poi a tornare a lavorare senza essere pagati. Al vertice produttività e profitti venivano aumentati dalle montature della "contabilità creativa" ad opera di Enron, Worldcom, Arthur Andersen ed altri loro pari impegnati in imposture.

Lo zio Sam non può salvarsi: è schiavo del consumo e di altre droghe

Potremmo ben chiederci, perché mai tutto questo? La semplice risposta è che lo Zio Sam, che è sempre più schiavo del consumo per non nominare droghe più pesanti, risparmia non più dello 0,2 per cento del proprio reddito. Il guru della Fed, il Dr. "adesso lo vedi - e adesso non lo vedi" della magia finanziaria e mediatica, Alan Greenspan ha osservato di recente che è così, perché il 20 per cento più ricco degli Zii Sam, che sono gli unici che risparmiano, hanno ridotto i propri risparmi al 2 per cento. Eppure, perfino questi miseri risparmi [altri e più poveri paesi risparmiano e perfino investono il 20, 30, 40 per cento del proprio reddito] sono più che controbilanciati dal deficit di spesa del 6 per cento del governo dello Zio Sam, che agisce così ampiamente a loro vantaggio. È questo che porta la media fra i due a quello 0,2 per cento. Così lo Zio Sam ha un deficit di bilancio pubblicato di oltre 400 miliardi di dollari, che in realtà è di oltre 600 miliardi se contiamo, c! ome dovremmo, i 200 e rotti miliardi che lo Zio Sam "prende in prestito" dal surplus temporaneo nel fondo della propria Sicurezza Sociale Federale che sta anche mandando fallita. Ma non importa, lo Zio Sam Presidente Bush ha appena promesso di privatizzarne buona parte e di permettere alla gente di comprarsi la "sicurezza" per la propria vecchiaia sul sempre insicuro mercato.

Il ricco Zio Sam, e in primo luogo i più ricchi sfondati fra i suoi percettori di reddito e consumatori così come naturalmente il Grande Zio nella stessa Washington, vivono a spese del resto del mondo. Oltre che stampando la moneta mondiale, lo Zio Sam ottiene questo anche con i suoi "deficit gemelli", prima il suo deficit di bilancio di oltre 600 miliardi di dollari e poi il summenzionato connesso deficit commerciale di oltre 600 miliardi, ora a un livello annuo di 666 miliardi di dollari, come abbiamo visto. Con questi deficit, lo Zio Sam assorbe i risparmi di altri che stanno più in basso - spesso molto più in basso - sulla scala: in particolare, le loro banche centrali piazzano molte delle loro riserve nella valuta mondiale del dollaro nelle mani dello Zio Sam a Washington, e alcuni anche in dollari in patria. I loro investitori privati inviano dollari a Wall Street o vi comprano delle attività, tutti nella fiducia di riporre le loro risorse nel riparo dello Zio Sam più ! sicuro al mondo [e che naturalmente fa parte della truffa di cui sopra]. Solo dalle banche centrali, vediamo somme annue di oltre 100 miliardi di dollari dall'Europa, oltre 100 miliardi dalla povera Cina, 140 miliardi dal super-risparmiatore Giappone, un importo di molte decine di miliardi da molti altri per il mondo. Questo include anche investitori e banche dal povero Terzo Mondo.

COME LO ZIO SAM CREA E RISCUOTE IL DEBITO DEL TERZO MONDO

Inoltre, lo Zio Sam obbliga poi gli stati nel Terzo Mondo ad agire come agenzie di riscossione o perfino come gorilla recupero crediti, dove i gorilla sono quelli mandati a ricuperare la proprietà del Padrino con qualsiasi mezzo. Solo che in questo caso non è nemmeno questo, dato che sta semplicemente prendendo nuovi possessi, dal momento che il debito originale è stato ripagato da molto tempo. Gli stati aumentano le tasse e le tariffe per la popolazione ma diminuiscono la spesa sociale relativa a educazione e sanità per stornare fondi in patria per pagare il debito estero. Prendono anche in prestito a loro volta dal capitale privato in patria ad alti tassi di interesse che lo stato paga ai prestatori ricchi, ma con le tasse riscosse dai poveri. In questo modo, il reddito viene "riciclato" dai poveri ai ricchi in patria, così come da questi poveri attraverso il debito estero a gente ancora più ricca all'estero. Questi risparmi letteralmente forzati dei poveri vengono quindi ! inviati dallo Zio Sam sotto forma di "servizio" del debito in dollari che gli è "dovuto".

Privatizzazione è il nome del gioco nel Terzo Mondo come altrove, eccetto che per il debito! Solo il debito è stato socializzato dopo che era stato contratto principalmente da aziende private, ma solo lo stato aveva abbastanza potere da spremere la massa del pagamenti di arretrati dalla pelle dei suoi cittadini poveri e delle classi medie e trasferirla come "pagamenti di servizi invisibili" allo Zio Sam. Quando ai messicani fu detto di stringersi ancora di più la cinta, risposero "non possiamo perché ce la siamo già mangiata ieri". Solo l'Argentina e per un po' la Russia hanno dichiarato un'effettiva moratoria sul "servizio" del debito e questo solo dopo che politiche economiche, imposte da consiglieri dello zio Sam e dal suo gorilla FMI avevano distrutto le loro intere società come mai prima in tempo di "pace". Il Segretario al Tesoro dello Zio Sam e la sua servetta, l'FMI, hanno allegramente continuato a pavoneggiarsi per il mondo insistendo che il Terzo - e l'ex-Secondo, ! ora anche lui Terzo - Mondo naturalmente continuino nel servizio dei suoi debiti esteri, specialmente quelli contratti con lui. Non importa che con i tassi di interesse moltiplicati di varie volte dallo stesso Zio Sam dopo il colpo di stato nell'ottobre 1979 di Paul Volker, della Fed, la maggior parte dei debitori ha già rimborsato i propri prestiti originali di tre o cinque volte. Questo perché per pagare a quei tassi di interesse che Volker aveva alzato fino al 20 per cento, avevano dovuto prendere in prestito ancora di più a tassi più alti finché il loro debito estero in sofferenza si era raddoppiato e triplicato. E così il loro debito interno da cui parte dei pagamenti esteri erano stati raccolti, come in particolare in Brasile. Tutto questo, mentre lo stesso Zio Sam è allegramente inadempiente verso il proprio debito estero, come ha già fatto varie volte prima nel 19° secolo.

Parlando di questo, potrebbe essere opportuno ricordare almeno due consigli da quell'epoca: Lord Cromer, che amministrò l'Egitto per gli interessi imperiali britannici allora dominanti disse che il suo strumento più importante per farlo erano i debiti dell'Egitto nei confronti della Gran Bretagna. Questi si erano solo moltiplicati quando l'Egitto era stato obbligato a vendere le sue quote del Canale di Suez alla Gran Bretagna per pagare debiti precedenti. Il Primo Ministro britannico Disraeli spiegò e giustificò il suo acquisto di queste quote in base al fatto che avrebbe rinforzato gli interessi imperiali britannici. Oggi ciò viene chiamato "scambio di debito con titoli", che è una delle moderne politiche favorite dello Zio Sam, usare il debito per acquistare risorse reali redditizie e/o strategicamente importanti, come lo era il Canale come scorciatoia per il gioiello dell'impero britannico in India.

Un altro consiglio pratico è venuto dal principale stratega militare, Clausewitz: fa' che le terre che conquisti paghino per la loro conquista e la loro amministrazione. Questo naturalmente è esattamente ciò che la Gran Bretagna fece in India attraverso gli infami "addebiti interni" rimessi a Londra in pagamento per l'amministrazione britannica dell'India. Perfino gli stessi britannici riconoscevano questo come un "tributo" che era responsabile per buona parte del "salasso" dall'India alla Gran Bretagna. Quanto ancora più efficiente lasciare che gli stessi stati dei paesi stranieri amministrino se stessi [la Gran Bretagna lo chiamava "governo indiretto"], ma secondo regole fissate e imposte dall'FMI governato dallo Zio Sam e poi effettuare comunque un salasso con il debito. Così anche qui i britannici fissarono un precedente ottocentesco con gli stati "indipendenti". Dopo è stato battezzato "imperialismo del libero scambio". Finché le regole funzionano, bene. Quando non funz! ionano, un po' di diplomazia delle cannoniere può aiutare, e lo Zio Sam già imparò ad usarla all'inizio del 20° secolo. Quando neanche questo basta, l'opzione successiva è invadere, e se necessario occupare - e poi fare affidamento sulla regola di Clausewitz di far pagare le vittime per la propria occupazione. Più avanti ne osserveremo diversi esempi recenti, e presteremo particolare attenzione a quello attuale in Iraq.

Mentre scrivo, ma dopo aver scritto quanto sopra, ho ricevuto la seguente e-mail:

Confessioni di un killer economico: Come gli USA usano la globalizzazione per truffare i paesi poveri e rubargli migliaia di miliardi. Parliamo con John Perkins, già rispettato membro della comunità bancaria internazionale. Nel suo libro Confessioni di un killer economico descrive in che modo, come professionista molto ben pagato, ha aiutato gli USA a truffare paesi poveri in tutto il globo per migliaia di miliardi di dollari, prestando loro più denaro di quanto potessero mai ripagarne e prendendo poi il controllo delle loro economie.

JOHN PERKINS: Fondamentalmente quello che siamo stati addestrati a fare e quello che è il nostro lavoro è costruire l'impero americano. Far sorgere - creare situazioni in cui più risorse possibile affluiscono in questo paese, alle nostre aziende, e al nostro governo, e in effetti abbiamo avuto un grande successo. Abbiamo costruito il più grande impero nella storia del mondo. In primo luogo attraverso la manipolazione economica, ingannando, truffando, seducendo la gente ad adottare il nostro stile di vita, attraverso i killer economici. Sono stato parte integrante di questo. Inizialmente sono stato reclutato dalla National Security Agency, la maggiore e meno conosciuta delle nostre organizzazioni spionistiche, mentre frequentavo una scuola di business alla fine degli anni '60

[...] e poi ci mandano a lavorare per privati, società di consulenza, industrie meccaniche, società di costruzioni, cos' se venivamo beccati, non ci sarebbero state connessioni con il governo.

[...] Sono diventato il suo principale economista. Ho finito per avere cinquanta persone che lavoravano per me. Ma il mio vero lavoro era concludere accordi. Concedevo prestiti ad altri paesi, prestiti enormi, molto più grandi di quanto potessero mai rimborsare. Una delle condizioni del prestito - diciamo un miliardo di dollari a un paese come l'Ecuador o l'Indonesia - questo paese poi avrebbe dovuto ridare il 90 per cento di quel prestito a una società USA, o a diverse società USA, una Halliburton o una Bechtel. Oggi un paese come l'Ecuador deve più del cinquanta per cento del suo bilancio nazionale solo per rimborsare il proprio debito. E non può farlo davvero. Così li abbiamo messi letteralmente con le spalle al muro. Così, quando vogliamo più petrolio, andiamo in Ecuador e diciamo "Guardate, non siete in grado di rimborsare i vostri debiti, perciò date alle vostre compagnie petrolifere la vostra foresta pluviale amazzonica, che è piena di petrolio". E oggi stiamo andando! a distruggere le foreste pluviali amazzoniche, a costringere l'Ecuador a darcele perché hanno accumulato tutto questo debito. [Lavoriamo] molto, molto il stretto contatto con la Banca Mondiale. La Banca Mondiale fornisce la maggior parte dei soldi usati dai killer economici, lei e l'FMI. [http://www.democracynow.org/article.pl?sid=04/11/09/1526251]

Lo zio Sam consuma e controlla il petrolio

Ultimo ma non meno importante, anche i produttori di petrolio piazzano i propri risparmi negli USA. Con lo "shock" petrolifero che ripristinò il suo prezzo reale dopo che la sua valutazione in dollari era caduta nel 1973, il sempre fin troppo furbo Henry Kissinger concluse un accordo con il maggiore esportatore di petrolio del mondo in Arabia Saudita: questo avrebbe continuato a prezzare il petrolio in dollari, e questi guadagni sarebbero stati depositati dallo Zio Sam, compensati in parte in cambio da materiale militare. Questo accordo de facto si estese a tutto l'OPEC e ancora sta in piedi solo che prima della guerra contro l'Iraq quest'ultimo improvvisamente ne uscì passando a prezzare il proprio petrolio in euro, ed anche l'Iran ha minacciato di farlo. La Corea del Nord non ha petrolio, ma commercia interamente in euro. Questo costituisce il triplice "asse del male degli stati canaglia". Oggi il Venezuela è un importantissimo fornitore di petrolio per lo Zio Sam, e ne fornisce anche un po', a prezzi preferenziali come scambi commerciali non in dollari, ad altri paesi poveri come Cuba. Così lo Zio Sam ha finanziato e sponsorizzato commando militari attingendo dal suo Plan Colombia alla porta accanto, ha promosso un colpo di stato illegale, e quando questo è fallito un referendum legale nel suo tentativo di avere ancora un altro "cambio di regime" anche lì; e adesso insieme al Brasile tutti e tre vengono battezzati come ancora un altro "asse del male".

Dopo aver scritto questo, ho scoperto che il buon killer, il Sr. Perkins, era stato anche in Arabia Saudita:

Sì fu un periodo affascinante. Ricordo bene. Il Dipartimento del Tesoro assunse me e alcuni altri killer economici. Andammo in Arabia Saudita [...] ed elaborammo questo accordo mediante il quale la Casa Reale di Saud accettava di rimandare la maggior parte dei suoi petrodollari negli Stati Uniti e di investirli in titoli del governo USA. Il Dipartimento del Tesoro avrebbe usato gli interessi di questi titoli per assumere società USA per costruire l'Arabia Saudita - nuove città, nuove infrastrutture - cosa che abbiamo fatto. E la Casa di Saud si sarebbe impegnata a mantenere il prezzo del petrolio entro limiti a noi accettabili, che è quello che hanno fatto tutti questi anni, e finché faceva questo noi ci saremmo impegnato a mantenerla al potere, che è quello che abbiamo fatto, che è una delle ragioni per cui in primo luogo siamo entrati in guerra con l'Iraq. E in Iraq abbiamo cercato di applicare la stessa politica che aveva avuto tanto successo in Arabia Saudita, ma Saddam ! Hussein non ne ha voluto sapere. Quando i killer economici falliscono in questo scenario, il passo successivo è quello che chiamiamo gli sciacalli. Gli sciacalli sono gente autorizzata dalla CIA che entra e cerca di fomentare un colpo di stato o una rivoluzione. Se questo non funzione, commettono assassini. O ci provano. Nel caso dell'Iraq, non sono stati in grado di arrivare fino a Saddam Hussein. Lui aveva - le sue guardie del corpo erano troppo brave. Aveva dei sosia. Non sono riusciti ad arrivare a lui. Così la terza linea di difesa, se i killer economici e gli sciacalli falliscono, la linea di difesa successiva sono i nostri giovani e le nostre giovani, che vengono mandati a morire e a uccidere, che è quello che ovviamente abbiamo fatto in Iraq. (http://www.democracynow.org/article.pl?sid=04/11/09/1526251)

La più grande truffa piramidale del mondo

Per tornare al problema principale e dire pane al pane e vino a un'ENORME botte di vino, tutto quanto detto sopra è parte integrante della più grande truffa piramidale del mondo. Come tutte le altre, la sua caratteristica più essenziale è che può continuare a rendere dollari e reggersi al vertice solo se continua a ricevere nuovi dollari alla base, volontariamente tramite la fiducia, e se no con la forza [Naturalmente, le formule Clausewitz e Cromer finiscon per far pagare di più ai più poveri, dal momento che questi ultimi sono anche inermi: cosicché quelli che ci stanno seduti sopra/al di sopra, trasferiscono giù a loro il massimo di costi e di dolore].

Ma se e quando la fiducia si esaurisce, e i dollari non arrivano più? Nella casa della Zio Sam le cose già stanno diventando più traballanti. Il dollaro in calo riduce i necessari afflussi di dollari. Il mese scorso sono stati solo 48 miliardi di dollari, contro deflussi per 55 miliardi. Così lo Zio Sam Dr. Greenspan deve aumentare i tassi di interesse per mantenere qualche attrattiva per i dollari stranieri di cui ha bisogno per tappare il disavanzo commerciale. Come do ut des per essere riconfermato dal Presidente Bush, ha promesso di farlo solo dopo le elezioni. Quel momento adesso è arrivato, ma farlo minaccia di far crollare la bolla edilizia che è stata edificata sulle ipoteche e sui bassi tassi di interesse - e sui tassi di rifinanziamento ipotecario. Ma è nel valore della propria casa che la maggior parte della popolazione dello Zio Sam ha i propri risparmi, quando ne ha. Questi ultimi e questo effetto di ricchezza immaginaria hanno sostenuto il sovraconsumo e il deb! ito ipotecario alto quasi quanto il prodotto interno netto. Successore alla Fed degli alti tassi di interesse di Volcker, Greenspan ha abbassato i tassi di interesse quasi a zero, il che ha reso prestiti e ipoteche - cioè il debito - conveniente ed abbondante. Ciò ha aumentato la domanda di case e beni di consumo. Questi ultimi, originari della Cina, sono economici, ma ciò fa aumentare il prezzo e il "valore" delle case, il che ha incoraggiato il passaggio a case ancora più costose, un accresciuto "collaterale", e ancora più prestiti, e ancora più consumi. identico è stato l'effetto della fuga di capitali dall'Asia Orientale dopo la sua crisi finanziaria del 1997. Sono fuggiti nel rifugio sicuro dello Zio Sam, sia a Washington nei Certificati del Tesoro che a New York in titoli di Wall Street. Allo stesso tempo, lo Zio Sam si è avvantaggiato della crisi acquistando valute svalutate dei paesi dell'Asia Orientale e usandole per acquistare risorse reali in questi paesi, ed in ! Corea anche banche, a prezzi da occasione. È questo che ha ge! nerato la grande bolla di mercato della crescita dei prezzi delle azioni e un'ancora più grande ricchezza apparente, che ha sostenuto consumi ancora più alti. Da allora, il mercato azionario è già nuovamente crollato.

Quando crollerà anche il mercato azionario grazie all'attuale e futuro aumento dei tassi di interesse, e quindi dei costi delle ipoteche, ad opera di Greenspan, un collasso della bolla dei prezzi immobiliari non solo ridurrà drasticamente i prezzi delle case: avrebbe di conseguenza effetti a catena sugli enormi secondi e terzi rifinanziamenti ipotecari dei proprietari di immobili, sul debito ai consumatori su carta di credito e di altro genere, sui loro consumi, sul debito e i profitti e gli investimenti delle aziende. In realtà, questi fattori basterebbero a far piombare lo Zio Sam in una profonda recessione, se non in una depressione, e in un'altra deflazione ribassista sulle azioni e di fatto sugli altri prezzi, rendendo il servizio del debito ancora più oneroso. Se il dollaro diminuisce, perfino l'inflazione interna dei prezzi interni in dollari è di fatto deflazionistica rispetto alle altre valute, cosa che russi e latinoamericani hanno scoperto a proprio rischio, come ! osserveremo più avanti. Investimenti reali dello Zio Sam ancora più bassi ridurrebbero ancora di più la sua competitività e la sua produttività industriale - probabilmente a un livello inferiore di quanto possa essere compensato da un'ulteriore svalutazione del dollaro che renda le sue esportazioni più economiche come è la fiduciosa speranza di molti, probabilmente dello stesso Dr. Greenspan.

Fin'ora, l'inflazione apparente dei prezzi all'estero in rubli e pesos e le loro conseguenti svalutazioni sono stati una deflazione di fatto nei confronti del dollaro come valuta globale. Lo Zio Sam allora ha stampato dollari per comprare in dollari a prezzi stracciati risorse nazionali in Russia [la cui economia andava allora a biglietti da 100$], e società e perfino banche, come nella Corea del Sud. Vero, adesso il Dr. Greenspan e lo Zio Sam stanno cercando di nuovo di far alzare i tassi di interesse ad altre banche centrali e di immergere le proprie popolazioni in una depressione ancora più profonda. Ma anche se ci riesce, cancellando in questo modo anche la relativa attrazione dell'aumento del proprio tasso di interesse, come questo potrebbe salvare lo stesso Zio Sam?

Fin'ora al di là di Osama in Laden, Al Qaeda e tutti i terroristi messi insieme, la più grande minaccia mondiale reale per lo Zio Sam è che il suo dollaro non continui ad affluire. Per esempio, gli investitori privati [si dice che i "Cinesi all'estero" abbiano un bel migliaio di miliardi di dollari] e le banche centrali straniere potrebbero decidere da un giorno all'altro di piazzare una maggior quota del proprio denaro altrove piuttosto che in dollari in calo, ed abbandonare il povero vecchio Zio Sam al suo destino. La Cina potrebbe raddoppiare il proprio reddito pro capite molto rapidamente se facesse investimenti reali in patria invece di farne di finanziari dallo Zio Sam. Anzi, Henry G. K. Liu scrive, anche se un po' irrealisticamente, che "se i 430 miliardi di dollari di esportazioni cinesi venissero consumati internamente al loro prezzo di mercato finale, al PIL cinese del 2003 di mille miliardi di dollari si aggiungerebbero 2150 miliardi di dollari USA, triplicandolo." [http://archives.econ.utah.edu/archives/a-list/2004w07].

Svendere i dollari dello zio Sam a favore degli euro e della valuta della comunità dell'Asia orientale

Le banche centrali, europee e non, adesso possono denominare le proprie riserve in euro - in ascesa! - o perfino in Yuan cinesi che presto si rivaluteranno. Non tanto lontano potrebbe esserci una valuta dell'Asia Orientale, ad esempio un paniere prima dell'ASEAN + 3 [Cina, Giappone, Corea] - e poi + 4 con l'India. Mentre negli ultimi cinque anni le esportazioni totali dell'India sono aumentate del 73 per cento, quelle verso l'ASEAN sono aumentate a un ritmo doppio, e quelle in Cina di sei volte. L'India è diventato un partner al vertice dell'ASEAN, il suo primo ministro ha appena dichiarato che l'India vuole rapporti ancora più stretti con l'ASEAN, e le sue ambizioni si estendono ancora oltre a una Comunità Economica Asiatica dall'India al Giappone [EPW]. Non per nulla nella crisi valutaria e poi pienamente economica dell'Asia Orientale nel 1997 lo Zio Sam costrinse il Giappone a non avviare un fondo valutario dell'Asia Orientale che aveva proposto, e che avrebbe prevenuto ! almeno il peggio della crisi economica. Ma adesso, quello che certo è l'amico nel bisogno dello Zio Sam, la Cina, si sta già movendo verso un accordo del genere, solo su una scala finanziaria e adesso anche economica molto più grande.

Un giorno dopo aver scritto quanto sopra, ho letto su l'Economist [11-17 Dec. 2004, p. 50] un servizio sul vertice la settimana precedente dell'ASEAN + 3 in Malaysia. Il primo ministro di questo paese ha annunciato che questo vertice dovrebbe porre le basi per la Comunità dell'Asia Orientale (EAC, East Asian Community) che "dovrebbe costruire un'area di libero scambio, cooperare nel settore finanziario, e firmare un patto di sicurezza, che trasformerebbe l'Asia Orientale in un blocco economico coeso. In realtà, alcuni di questi progetti sono già in movimento. La Cina, come potenza militare ed economica preminente della regione, indubbiamente dominerà, ed ospiterà il secondo vertice dell'Asia Orientale." Il servizio continua ricordando che nel 1990 lo Zio Sam fece fuori una precedente iniziativa per paura di perdere influenza nella regione. Ora ilo servizio è intitolato "Yankee stay home".

Oppure, e se già molto prima che questo accadesse, gli esportatori di petrolio semplicemente smettessero di prezzarlo in dollari in continua svalutazione, e invece facessero un pacco di soldi passando all'euro e/o a un paniere di valute dell'Asia Orientale? Poiché questo in un colpo solo, per chi volesse poter essere ancora in grado di comprare petrolio, diminuirebbe ampiamente la domanda mondiale di dollari e il loro prezzo obbligando chiunque voglia comprare petrolio ad acquistare ed aumentare il prezzo di domanda dell'euro e dello yen/yuan invece che del dollaro. Questo farebbe crollare il dollaro e abbatterebbe in un solo colpo lo Zio Sam, poiché i detentori stranieri ed anche interni di dollari ne venderebbero anche loro a più non posso nel più breve tempo possibile, e le banche centrali degli altri paesi allontanerebbero le proprie riserve dal dollaro nel non più sicuro rifugio dello Zio Sam. Ciò spingerebbe ancora più al ribasso il dollaro, e naturalmente arresterebbe! ogni ulteriore afflusso dallo Zio Sam dei dollari provenienti da stranieri che hanno finanziato la sua orgia consumistica. Dal momento che vendere petrolio per ottenere dollari in caduta invece che euro in ascesa evidentemente è un cattivo affare, i più grandi esportatori di petrolio in Russia e l'OPEC in realtà hanno preso in esame proprio questa possibilità. Nel frattempo, hanno aumentato il prezzo in dollari del petrolio cosicché in termini di euro questo è rimasto più o meno stabile dal 2000. Fin'ora molti esportatori di petrolio ed altri operatori ancora piazzano le loro aumentate quantità di dollari dallo Zio Sam, anche se ora quest'ultimo offre un rifugio sempre meno attraente e sempre meno sicuro, ma ora la Russia con parte dei suoi dollari sta acquistando altri euro.

Così, le banche centrali di molti paesi hanno cominciato a investire una parte sempre maggiore delle proprie riserve nell'euro e in valute diverse dal dollaro dello Zio Sam. Adesso anche quello che è certamente il migliore amico, la banca centrale cinese, il più grande amico dello Zio Sam nel bisogno, ha cominciato a comprare degli euro. La Cina stessa ha cominciato inoltre a usare un po' dei suoi dollari - finché sono ancora accettati in giro - per acquistare beni reali da altri paesi asiatici e migliaia di tonnellate di minerale ferroso ed acciaio dal Brasile, ecc. Il suo presidente Lula recentemente ha portato in Cina un'enorme delegazione del mondo degli affari, e il presidente cinese è appena andato in Argentina. I cinesi stanno cercando di ottenere anche petrolio africano e minerali sudafricani.

Lo zio Sam e la sua economia sono una vera ciambella vuota

Tutti gli schemi piramidali erigono una piramide finanziaria. Molti di quelli che pagano per starvi dentro vivono essi stessi in un mondo finanziario, ma altri devono ricavare i propri pagamenti da guadagni derivanti da produzione nel mondo reale. Nell'odierno mondo delle transazioni finanziarie che ogni giorno sono cento volte di più di tutti i pagamenti per beni e servizi reali messi insieme, le transazioni finanziarie con la loro brillantezza mettono in ombra quelle reali. Inoltre, per ipersemplificare un argomento molto complesso in un linguaggio più comprensibile ai profani, opzioni, prodotti derivati, swap ed altri recenti strumenti finanziari si sono andati a capitalizzare sugli interessi composti sulle proprietà reali su cui sono basati le loro partecipazioni e i loro debiti, il che ha contribuito alla crescita spettacolare di questo mondo finanziario. tuttavia, la piramide finanziaria che vediamo in tutto il suo splendore e tutta la sua brillantezza, specialmente ne! l suo centro nella casa dello Zio Sam, è ancora poggiata su una base produttore > commerciante > consumatore nel mondo reale, anche se il mondo finanziario fornisce a sua volta il credito per queste transazioni nel mondo reale.

E ora, se guardiamo al mondo come a una ciambella, come tante città nella cintura della ruggine dello Zio Sam? Il centro è abbandonato e svuotato dato che la produzione e il consumo si sono spostati nei suburbi circostanti [nella Detroit automobilistica, le finestre del grande magazzino principale, Hudson's, sono state sbarrate per anni, anche se Detroit ha costruito un costoso "Renaissence Center" per riqualificare il suo centro cittadino, un processo che in alcune altrecittà è "riuscito"]. La Flint abbandonata della General Motors ci dà Michael Moore, che ce la mostra da "Roger and Me" (Roger è l'amministratore delegato della General Motors) a "Fahrenheit 9/11". Potremmo guardare a tutto il mondo in termini di ciambella, con tutto lo Zio Sam nel buco vuoto al centro che non produce quasi nulla da poter esportare. Le eccezioni principali sono prodotti agricoli e materiali militari pesantemente sovvenzionati dal governo dello Zio Sam con dollari provenienti dai suoi contribu! enti e dalla tipografia, ed anche così c'è un disavanzo di bilancio di oltre 600 miliardi di dollari.

La GRANDE differenza in questa ciambella dello Zio Sam è che sia il deficit di bilancio che quello commerciale di oltre 600 miliardi di dollari sono finanziati da stranieri, come abbiamo visto. Lo Zio Sam ne escluderebbe la maggior parte come persone, ma riceve con piacere i beni reali che producono. Come consumatore mondiale di ultima istanza, come già suggerito, lo Zio Sam svolge questa importante funzione nell'attuale divisione economico-politica mondiale del lavoro: tutti gli altri producono e devono esportare, e lo Zio Sam consuma e deve importare.

Il crollo del dollaro farebbe [farà?] sgretolare tutta questa ciambella economico-politica organizzatrice e di portata mondiale e getterebbe centinaia di milioni di persone, per non parlare di cifre incalcolabili di dollari e di loro proprietari, nel caos con conseguenze impreviste e forse imprevedibili. Molte persone, in alto e in basso sul totem mondiale, hanno un GRANDE interesse ad evitarlo, anche se questo richiede continuare a gonfiare come un pallone il vuoto Zio Sam. O per far riferimento a un ben noto paragone, continuare a fingere che l'Imperatore senza vestiti sia vestito, e mandargli pure qualche vestito. Questi attori comprendono la Cina, per la quale una resa dei conti finanziaria con lo Zio Sam alla fine si rivelerebbe un bene: la obbligherebbe a cambiare strada economico-politica, e, invece di dare via gratis i suoi beni allo Zio Sam, a rivolgere la sua produzione e il suo consumo verso il suo interno povero e verso i suoi vicini in Asia Orientale, cose che p! otrebbe e dovrebbe già fare; e di recente ha cominciato a fare la seconda, ma non la prima.

Così cosa succederà ai ricchi in cima alla piramide-truffa dello Zio Sam, quando la fiducia delle banche centrali più povere e degli esportatori di petrolio mediani si esaurirà, e i più poveri e derelitti nel mondo, fiducia o meno, non potranno più fare i loro pagamenti alla base? La truffa piramidale dello Zio Sam crollerebbe - o crollerà? - come tutte le altre truffe del genere prima, solo questa volta con un botto che si sentirà in tutto il mondo. Ridurrà la domanda dello Zio Sam, il consumatore di ultima istanza del mondo, a dimensioni mondiali realistiche e danneggerà molti esportatori e produttori altrove. In effetti, potrebbe implicare una fondamentale riorganizzazione complessiva dell'economia politica del mondo ora gestita dallo Zio Sam.

LA TIGRE DI CARTA DEL DOLLARO DELLO ZIO SAM PONE UN FOLLE CIRCOLO VIZIOSO POLITICO

Naturalmente, far crollare il dollaro in un colpo solo spazzerebbe anche via completamente, cioè renderebbe inadempiente, il debito dello Zio Sam. In questo modo, farebbe perdere anche a tutti gli stranieri e a tutti gli americani ricchi pure la loro camicia - attivi in dollari. Questi stanno ancora cercando disperatamente di salvarne il più possibile non rischiando il crack, cioè rischiando il tutto per tutto. Cioè, stanno cercando di proteggere il resto della loro camicia - investimenti in dollari mantenendo in funzione la loro pompa salvavita - salvadollari. Tutto l'affare di mantenere in azione la truffa piramidale dello Zio Sam pone il più grande e più folle circolo vizioso dopo il MAD (Mutually Assured Destruction, distruzione vicendevolmente garantita, ovvero l'equilibrio nucleare del terrore fra USA e URSS), e quasi altrettanto assurdo.

Tutte ragioni in più perché DEBBA essere risolto. Ma la via di uscita dal circolo vizioso folle non è necessariamente un atterraggio morbido. Anzi, può essere duro. Questa dissoluzione dello schema piramidale dello Zio Sam sarà costoso e come al solito i costi maggiori saranno scaricati suoi più poveri, che sono meno in grado di sopportarli, ma che sono anche meno in grado di proteggersi dall'esserci costretti. E la transizione storicamente necessaria dal mondo a ciambella gestito dallo Zio Sam può portare tutto i l mondo nella depressione più profonda che ci sia mai stata. Solo l'Asia Orientale è in una posizione relativamente buona per salvarsi dall'essere tirata - o spinta - fino in fondo, ma anche questo solo dopo aver pagato un alto costo per questa transizione - verso se stessa!

Tuttavia, il mondo è di fronte a un circolo vizioso geopolitico e militare ancora più folle.

Questo resta la grande incognita, forse inconoscibile. In che modo reagirebbe [reagirà?] lo Zio Sam come tigre di carta [moneta] ferita dal crollo della truffa piramidale grazie alla quale lui e milioni di in-consapevoli Zii Sam hanno fatto la bella vita? Per compensare per meno pane e diritti civili ma più "Patriot Act" in patria, uno Zio Sam più sciovinista può fornire dei circenses da terza guerra mondiale all'estero. Un crollo del dollaro gli toglierebbe da sotto i piedi il tappeto finanziario, e scoraggerebbe le sue vittime straniere dal continuare a pagare per nuove avventure del Pentagono all'estero. Ma qualche altra guerra potrebbe essere ancora possibile con le armi che avrebbe ancora e con un altro po' di deficit di spesa keynesiano militare in patria, anche per le nuove "piccole" atomiche che sta preparando per l'occasione. Questo potrebbe ben - anzi orribilmente - essere il costo per il mondo delle attuali politiche di "difesa della Libertà e della Civiltà". Il supercircolo vizioso è che quasi nessun altro a parte Osama Bin Laden vuole correre questo rischio.

Eppure, una transizione del genere non sarebbe [non sarà?] storicamente nuova. Ricordate il costo della transizione allo Zio Sam: una guerra dei trent'anni dal 1914 al 1945 con in mezzo la Grande Depressione in un secolo che costa 100 milioni di vite perse in guerra, più che in tutta la precedente storia del mondo, per non parlare delle centinaia di milioni che hanno sofferto fame o malattie inutili, e ne sono morti. Oppure la precedente transizione al britannico Maggiore Bull che è costata le guerre napoleoniche, la Grande Depressione del 1873-95, il colonialismo e il semi-colonialismo, per nominare solo qualcosa, e i loro costi umani. Questi ultimi coincisero con i più pronunciati cambiamenti climatici del Niño in due secoli, che devastarono indiani, cinesi e molti altri popoli con carestie. Ma queste furono a loro volta ingigantite dalle potenze coloniali imperiali che le utilizzarono nei propri interessi, ad esempio aumentarono l'esportazione di frumento dall'India speci! almente durante gli anni di carestia.

I paralleli con l'oggi, compreso perfino l'approfittarsi ancora di più forti rinnovati El Niño un secolo dopo, sono troppo orripilanti e generano troppi sensi di colpa perché siano in molti a farli. Comprendono l'"aggiustamento strutturale" imposto dall'FMI dello Zio Sam che obbliga i contadini messicani a essersi già mangiata la cinta che l'FMI vuole che si stringano. Tre milioni di morti e il conto ancora prosegue in Ruanda e nel Burundi e un altro po' nel vicino Congo, venuti dopo che l'FMI aveva imposto delle restrizioni e la cancellazione primariamente da parte dello Zio Sam dell'accordo sul caffè che ne aveva sostenuto il prezzo per quei produttori. E adesso - anzi dopo l'assassinio da parte della CIA di Lumumba in Katanga nel 1961 e l'elevazione di Kasavubu, anzi [dopo che il Congo divenne] la riserva privata del re del Belgio nel 19° secolo, abbiamo lì la corsa alla produzione e alla vendita di oro per Fort Knox (dello Zio Sam), ed ora anche titanio così che possiamo! comunicare con il telefonino, diamanti per sempre, e così via. Lo Zio Sam si è approfittato ancora di un altro forte evento El Niño che ha devastato il Sud-Est asiatico, e specialmente l'Indonesia, contemporaneamente alla crisi finanziaria dopo il 1997 che lo Zio Sam aveva deliberatamente sfruttato facendola diventare una depressione economica, così grande da spazzare via dal potere il presidente Suharto che lo Zio Sam vi aveva installato trenta anni prima con il suo colpo di stato della CIA contro il popolare padre dell'indipendenza indonesiana, Sukarno. Questo era costato almeno mezzo milione di morti, ma le stime arrivano fino a un milione di persone che Suharto uccise deliberatamente più la povertà generata dalla famigerata "Mafia di Berkeley" che installò per gestire l'economia indonesiana sul terreno. I paralleli con il passato includono anche il degrado ambientale, e lo spostamento del danno ecologico dai ricchi che lo generano al Terzo Mondo povero che ne sopporta i! l peso maggiore. E naturalmente non dovremmo dimenticare la T! erza Guerra Mondiale [la terza dopo la seconda E combattuta nel Terzo Mondo] che Papà Bush ha cominciato contro l'Iraq nel 1991 [Si veda il mio "Third World War" http://rrojasdatabank.info/agfrank/gulf_war.html http://rrojasdatabank.info/agfrank/nato_kosovo/msg00080.html]

Eppure ci sono anche altri nel mondo che non si sentono [ancora?] del tutto presi in questo circolo vizioso. Calcolatamente, subito prima delle elezioni dello Zio Sam di quest'anno 2004, uno di loro lo ha detto a gran voce in un video trasmesso al mondo. Sembra sia stato meno pubblicamente notato dal suo principale destinatario Zio Sam, che avrebbe dovuto essere la parte più interessata: poiché non era altro che lo stesso Bin Laden ad annunciare "farò fare in bancarotta agli Stati Uniti!" Tenuto conto della deliberata cecità dello Zio Sam alla precarietà delle sue fondamenta nel mondo reale all'estero, un collasso così massiccio all'estero potrebbe essere non più difficile da organizzare di quanto non sia stato far semplicemente cadere il suo simbolo delle Torri Gemelle in patria.

Il pentagono è la più grande economia pianificata del mondo - per ridistribuire il reddito dai poveri ai ricchi in patria e ricattare amici e nemici all'estero perché facciano lo stesso

Intanto qui nella fattoria, come si suol dire in Texas, cosa fa allegramente lo stesso Zio Sam con i soldi e i risparmi faticosamente guadagnati del mondo? I suoi consumatori ancora li iperconsumano senza che il 99,9 per cento di loro sappia quel che sta facendo, dal momento che quasi nessuno glielo dice. E il governo dello Zio Sam usa molti se non tutti i suoi incrementi di spesa di miliardi di dollari per il Pentagono. I soldi non vengono spesi per pagare i suoi poveri soldati professionisti che vengono principalmente dall'America rurale dei piccoli centri e fanno l'unico lavoro che riescono a trovare, e ancora di meno viene speso per gli sventurati riservisti. Questi in Kuwait hanno detto a Rummy che non li ha nemmeno forniti di equipaggiamenti sufficienti e sicuri. Rummy ha risposto, Sono un vecchio, mi sono appena alzato, e ho bisogno di tempo per raccogliere le idee.

Ma in patria dentro al Pentagono, Rummy non ha problemi del genere. Lì sa benissimo quello che fa, privatizzando la guerra anche in Iraq come in patria. Il Complesso Militare-Industriale contro il quale il Generale Eisenhower metteva in guardia nel 1958 nel suo discorso presidenziale di addio è vivo e vegeto, più che mai sotto l'amministrazione del "Vice" Presidente Cheney e del suo Segretario alla Difesa Rumsfield. Con il loro lavoro disastrosamente ben fatto, vengono entrambi conservati per un secondo mandato. Lo stesso vale per Paul Wolfowitz "d'Arabia" che con Douglas Feith è uno dei due al Pentagono che sono passati a Israele [Riguardo a Feith, il giornatle tedesco Der Spiegel del 20 dicembre 2004, pag. 33 cita Tommy Franks, che è stato il comandante dell'invasione in Iraq, che lo definisce "il più grande idiota totale che ci sia sulla Terra di Dio, con cui devo combattere quasi tutti i giorni"].

Fra il 1994 e la metà del 2003, il Pentagono dello Zio Sam ha concluso più di 3000 contratti valutati a oltre 300 miliardi di dollari con 12 società militari private [Private Military Companies, PMC] dello Zio Sam delle 35 stimate dal New York Times (le altre sono piccole e offrono i servizi di mercenari). Ma più di 2700 di questi contratti sono stati assegnati a due sole società: alla Kellogg Brown & Root (KBR), una sussidiaria della Halliburton di Cheney, e alla Booz Allen Hamilton [Center for Public Integrity's International Consortium of Investigative Journalists, citato in una e-mail di Mafruza Khan, 16 agosto 2003]. In Iraq adesso queste PMC hanno tanti mercenari quante sono le truppe dello Zio Sam e del Regno Unito insieme. Ma naturalmente queste sono ancora bazzecole, dal momento che il grosso dei soldi del Pentagono vengono Ziosammati per acquistare costosi sistemi d'arma dagli unici quattro maggiori appaltatori per la difesa dello Zio Sam e pari alla Halliburton de! l Vice Presidente Cheney. Poi lo Zio Sam usa queste armi unilateralmente per costringere gli altri con il ricatto e la minaccia delle armi, e se questo non basta per invadere il mondo che in primo luogo ha fornito i soldi. Dopo tutto, lo Zio Sam deve fare quanto serve per continuare a far arrivare i soldi.

Portare il "fardello dell'uomo bianco" per difendere la sua "civiltà" - la legge dell'occidente è la legge delle squadre di vigilantes dei western all'italiana

L'unilateralismo dello Zio Sam non è tanto, come spesso erroneamente si pensa, il semplice andare da soli. Sì, è proclamare di combattere per la "libertà" [di chi? - potremmo chiedere] e per "salvare la civiltà", come lo Zio Sam Presidente Bush e il suo ancora più eloquente portavoce britannico Tony Blair proclamano ogni giorno. Il modo più semplice per "salvare" la civiltà è stato quello di abolire semplicemente in un giorno il suo preziosissimo dono di tutto il corpus del diritto internazionale per conservare la pace, che l'Occidente aveva impiegato secoli a sviluppare, certo anche nei propri interessi imperiali. Pure, era il migliore ed unico diritto internazionale che avevamo, e per lo meno meglio di niente. Adesso l'unica "Legge dell'Occidente [West, n.d.t.]" che rimane è davvero la "Legge del West": la legge delle squadre di vigilante dei western all'italiana che, con o senza un giudice connivente, si fanno "giustizia" da sé per fare un linciaggio. E partono contro chi! e dove e quando gli pare. Ahimé, adesso nel mondo reale squadre autonominatesi operano "fuori della norma" su una scala molto più grande di quanto qualsiasi film western all'italiana potesse avere mai immaginato.

Questo significa anche sventrare e paralizzare l'istituzione delle Nazioni Unite che era stata fondata per proteggere la pace, solo che lo Zio Sam dopo le sue guerre ricicla sempre l'ONU per raccogliere i pezzi che ha lasciato in Jugoslavia, in Afghanistan e adesso in Iraq. Ma fare questo, significa anche ingannare, minacciare, lusingare e ricattare tutti gli altri - amici e nemici allo stesso modo - a seguire i suoi ordini su ogni problema, piccolo e grande. Lo Zio Sam ha addestrato un intero esercito civile di funzionari per farlo. In questo modo, getta "unilateralmente" il suo peso ancora apparente in tutte le altre istituzioni internazionali che trattano campi dall'agricoltura all'aviazione alla zoologia. Ma lo Zio Sam estorce ancora più favori unilaterali per se stesso attraverso i suoi rapporti bilaterali. Per questo l'OMC è arrivata morta al traguardo. Certo ora lo Zio Sam preferisce gestire rapporti bilaterali unilateralmente, man mano che internazionalmente si isola! sempre di più. Così può esercitare ancora più potere contrattuale militare, politico ed economico su ciascuna delle sue vittime di quanto possa fare con tutte quante insieme o anche molte di loro in istituzioni internazionali.

La fiera marcia dello zio Sam dai palazzi di montezuma alle spiagge di tripoli [from the halls of montezuma to the shores of tripoli, sono le parole dell'inno dei marines n.d.t.] - e avanti a panama, due volte in Iraq, in Afghanistan

E quando queste contrattazioni non bastano, o perfino quando potrebbero bastare, lo Zio Sam se gli va attacca e invade la piccola Grenada [popolazione in tutto 300.000 anime]; il Nicaragua [con l'aiuto dell'arcinemico Iran]; Panama [7.000 civili uccisi in una notte per catturare solo un uomo, l'ex amico e alleato di Papà Bush Noriega - esiste una foto tutta sorrisi di loro due che si danno la mano]; l'Iraq nel 1991 [questa fu perfino un'impresa redditizia dato che lo Zio Sam per pagare la guerra estorse dai suoi alleati più dollari di quanti in realtà gliene costò! Però l'Iraq è stato contaminato dall'uranio impoverito dello Zio Sam, che vi ha moltiplicato le malformazioni congenite - e che ha causato la famigerata "sindrome del Golfo" fra le sue truppe e quelle britanniche, che lo Zio Sam nega e si rifiuta di riconoscere]. Meno si dice della Somalia meglio è. La Jugoslavia è stata attaccata in parte per dare un esempio di cosa può accadere quando uno stato è abbastanza deb! ole e, tuttora in totale sfida verso lo Zio Sam e il suo FMI, mantiene qualche proprietà statale di importanti mezzi di produzione e ancora fornisce una protezione da stato sociale alla popolazione. Questo è ancora come la Bielorussia oggi, dove anche lì lo Zio Sam ha cercato di ottenere un "cambiamento di regime", ma l'azione militare è più difficile al confine con la Russia, a meno che non si sia in accordo con lei come in Afghanistan oppure non venga comprata. Inoltre, la Jugoslavia nel 1999 cedette solo dopo che la Russia ritirò il suo appoggio; perché lo Zio Sam usò con successo il ricatto economico-politico e in parte se la comprò a Berlino.

Poi la vittima presa di mira è diventato l'Afghanistan, ancora una volta con l'aiuto dell'Iran e della Russia. Questo dopo che lo Zio Sam aveva creato e sponsorizzato il governo dei Talebani che aveva estirpato l'oppio. Ma adesso l'Afghanistan "liberato" coltiva di nuovo oppio anche più di prima che i Talebani lo estirpassero così che l'oppio ora costituisce un terzo del PIL afghano, secondo il nuovo annuncio fatto entrando in carica dal nuovo presidente installato dallo Zio Sam. Nello stesso momento in cui scrivo, lo Zio Sam sta lanciando una nuova offensiva militare contro i Talebani; ma bin Laden non viene più nominato. E adesso l'innocente Iraq è già ancora una volta bersaglio e vittima, e su questo dirò altro più avanti. Chi è il prossimo? L'Iran? La Siria? - Non la Libia, che ora sta concludendo obbediente accordi petroliferi con lo Zio Sam; e non la Corea del Nord che ha prodotto bombe atomiche per proteggersi precisamente contro questo.

Scusate, mi dimenticavo di menzionare due alternative aggiuntive forse possibili prima dell'invasione. Una naturalmente è sponsorizzare, organizzare, o perfino compiere un colpo di stato militare o di altro genere, cosa di cui la CIA ha curriculum da andarne fieri: Iran nel 1953, Guatemala nel 1954, Congo nel 1960, Vietnam nel 1961, Brasile nel 1964, Indonesia nel 1964-65, Repubblica Dominicana nel 1965, Ghana nel 1966, Grecia nel 1967, Cambogia nel 1970, Cile nel 1973, Argentina nel 1976, Bolivia svariate volte, Figi nel 1987, Nicaragua nel 1990 attraverso "elezioni" sotto la minaccia di continuare la guerra dei Contras, Haiti svariate volte - contro l'ex fantoccio che lo Zio Sam ci aveva messo all'inizio, solo per nominarne un po' dei più noti [naturalmente non nella patria dello Zio Sam].

Un'altra alternativa è più nota ed è stata tentata varie volte contro Fidel Castro a Cuba con sigari esplosivi o altri fantasiosi "scherzi da prete", tutti andati male. Come andò male il bombardamento della casa-tenda del colonnello Gheddafi, che uccise sua figlia. Ma il nostro buon Sr. Perkins racconta di un tentativo della CIA andato a segno:

I giapponesi volevano finanziare e costruire un canale al livello del mare a Panama. [Il presidente panamense Omar] Torrijos parlò di questo con loro, il che sconvolse molto la Bechtel Corporation, il cui presidente era George Schultz e il cui consulente legale superiore era Caspar Weinberger. Quando Carter fu buttato fuori (e questa è una storia interessante - come questo accadde davvero), quando perse le elezioni, ed arrivò Reagan e Schultz arrivò dalla Bechtel come Segretario di Stato, e Weinberger arrivò dalla Bechtel come Segretario alla Difesa, erano estremamente arrabbiati con Torrijos - cercarono di fargli rinegoziare il Trattato del Canale e di non farlo parlare con i giapponesi. Lui si rifiutò con decisione. Era una persona davvero di principi. Aveva i suoi problemi, ma era una persona davvero di principi. Era un uomo sorprendente, Torrijos. E così, morì nell'incendio del suo aereo, connesso a un registratore imbottito di esplosivo, che - io c'ero. Avevo lavorato c! on lui. Sapevo che noi killer economici avevamo fallito. Io sapevo che gli sciacalli si stavano avvicinando, ed ecco, il suo aereo esplose con un registratore con una bomba dentro. Secondo me è fuori questione che la cosa fu autorizzata dalla CIA e la maggior parte - molti investigatori latinoamericani sono arrivati alla stessa conclusione. Naturalmente nel nostro paese non ne abbiamo mai sentito parlare. (http://www.democracynow.org/article.pl?sid=04/11/09/1526251)

In precedenza, Torrijos aveva firmato un trattato con Carter che consegnava il Canale di Panama a - Panama!

Un semplice esame rivela che anche essere un troppo buon amico o strumento politico dello Zio Sam può essere poi la cosa più rischiosa, cioè la più sciocca, che qualsiasi statista possa fare; poiché può facilmente suonare la propria condanna a morte fisica o politica dopo che lo Zio Sam lo pugnala alla schiena. Un successore di Torrijos, come abbiamo osservato, siede ora in un carcere dello Zio Sam dopo aver lealmente servito e aver sorriso in una foto con George Bush [padre]. Ma l'elenco è lungo e fa tutto il giro del mondo a partire dagli anni '50 e '60: Rhee in Corea, Diem in Vietnam, Trujillo nella Repubblica Dominicana, Somoza in Nicaragua, praticamente tutti ad Haiti da Papà e Baby Doc fino al sacerdote Aristide installato da Clinton e rimosso da Bush, lo Shah dell'Iran - messo lì nel 1953 dopo il colpo di stato della CIA contro Mossadeq dopo che quest'ultimo aveva nazionalizzato il petrolio iraniano ma che fu lasciato sprofondare quando la sua utilità diminuì, come co! n Mobutu dopo tre decenni nello Zaire, Saddam Hussein - lo stesso Rummy andò a trovarlo due volte in una sua già precedente incarnazione come Segretario alla Difesa, lo jugoslavo Milosevic - era lui il necessario ed affidabile esecutore dell'accordo dello Zio Sam di Dayton sulla Bosnia, e naturalmente i Talebani - lo stesso Zio Sam li mise insieme e li mise al controllo dell'Afghanistan, per non menzionare Osama bin Laden - anche lui ha prestato servizio lì per lo Zio Sam.

Incidentalmente [o no?], la semplice osservazione dei fatti sul terreno rivela inoltre che, se le precedenti "linee di difesa" cadono e lo Zio Sam va in guerra, se non nel caso della piccola Grenada, neanche una di queste o di ogni altra guerra dello Zio Sam è mai stata vinta dalla sua forza militare, se non quella nel Pacifico contro il Giappone. La seconda guerra mondiale fu vinta in Europa a Stalingrado nel 1943 da truppe russe che avrebbero raggiunto Berlino anche se dopo non fosse arrivato lo Zio Sam. La guerra di Corea fu e rimane uno stallo. La guerra contro la Jugoslavia è stata "vinta" solo quando i russi hanno sottratto il loro appoggio. e anche allora tutti i carri armati jugoslavi meno sette e tutti gli aerei jugoslavi lasciarono il Kosovo intatti. Solo l'infrastruttura civile del Kosovo e della Serbia era stata polverizzata con le bombe, e il suo territorio e più in generale l'area balcanica erano stati inquinati per le prossime ere geologiche dal rinnovato uso ! di uranio impoverito da parte dello Zio Sam. La guerra contro l'Afghanistan si sta perdendo, e così la guerra contro l'Iraq, malgrado l'uso segnalato ancora una volta di uranio impoverito, ancora una volta di napalm come in Vietnam, e perfino di gas.

I musulmani geopolitici dello zio sam e il piano petrolifero "mediorientale" da Casablanca a Giacarta

Tuttavia, lo Zio Sam ha di nuovo in azione molti altri piani militari economici geopolitici. Per cominciare, ha già costruito 800 basi militari in tutto il mondo e specialmente nella "zona centrale" ricca di petrolio della "scacchiera" mondiale di Zbigniew Brzezinski [Ziggy] per circondare la Cina. Il Pentagono deve inoltre riassegnare il 60 per cento della flotta di sottomarini USA al Pacifico Occidentale [secondo una e-mail di P. Jakob Förg, j.foerg@msc-salzburg.at, del 12 dicembre]. Tutto questo per un uso nel futuro, ma anche per un'influenza politica già nel presente. A parte questo il presidente dello Zio Sam, Bush, ha un nuovo "Piano per il Medio Oriente", che ora si estende dal Marocco al di là del Pakistan - fino all'Indonesia musulmana? Cosa implichi con precisione questo piano non è chiaro, ma anche la società civile sta già aprendo la strada: la Yale University Press già mette il Pakistan fra i suoi studi "Mediorientali", e la Swissair ha un poster pubblicitario ! che mette Karachi, Delhi e Mumbai fra le sue destinazioni "mediorientali". Quel che è chiaro è che Israele deve rimanere la copertura politica e militare dello Zio Sam nella regione che è sempre stato. Non importa se a Washington governano repubblicani o democratici, il ruolo israeliano di cane da caccia dello Zio Sam nel suo settore di operazioni ricco di petrolio rimane, e così rimane la garanzia di cui Israele gode in ogni caso della protezione militare, politica e diplomatica internazionale dello Zio Sam, così come l'appoggio militare ed economico diretto dello Zio Sam senza il quale Israele non potrebbe esistere. Solo che ora la portata regionale assegnata ed autoattribuita ad Israele può estendersi ancora di più, dal momento che i due summenzionati neocon [Douglas Feith e Richard Perle, n. d. t.] con alti incarichi al Pentagono ci andarono per elaborare un piano per il partito razzista sciovinista Likud ora al potere. E lo stesso Bush è andato in Africa, in particolare! in Africa Occidentale, per dare un'occhiata al suo petrolio.

Nelle Americhe, il suo piano Colombia [che ha anche lei il petrolio] è stato allargato a tutta la regione andina [anche l'Ecuador esporta petrolio], ed ha ancora un altro piano per l'Amazzonia [forse si può trovare anche lì del petrolio e nel frattempo ci ha costruito un'enorme base, presumibilmente per la NASA che notoriamente non è estranea ad imprese militari], un piano per "prendersi cura" con l'aiuto della Banca Mondiale del più grande deposito sotterraneo di acqua dolce sotto le cascate dell'Iguazu, dove Brasile, Argentina e Paraguay si incontrano, e sta già addestrando un'altra volta 40.000 militari latinoamericani alla volta in basi dello Zio Sam in patria, basi di ne ha un'altra mezza dozzina all'estero.

Proprio di recente Rummy è andato in Ecuador per incontrarsi, esporre i suoi piani, e a quel che si dice allettare la sua controparte, i ministri della "difesa" riuniti di tutti i paesi latinoamericani.

Tutta questa è una gigantesca base economico-politico-militare sulla quale mantenere la truffa piramidale finanziaria dello Zio Sam, e due volte più conveniente per quelli che finiscono per avere dollari finché possono pagare tutto con i dollari cartacei autoprodotti che finora mantengono anche la truffa finanziaria piramidale. Beh, per essere onesti, non è solo grazie al dollaro. Dopo tutto questo serve solo se puoi comprarci qualcosa, specialmente il petrolio che fa andare avanti la base.

Non solo lo Zio Sam deve comprare sempre più petrolio, oggi con dollari che stampa da sé, ma forse domani con euro o yuan. Deve anche cercare di assicurarsi di avere le mani su ogni rubinetto, in modo da poter controllare chi altro può, e soprattutto non può, comprarlo. Così è per questo che adesso lo troviamo che cerca il controllo politico e finanziario in dollari dei rubinetti del petrolio, ovunque può, e di stabilire una presenza militare come in Asia Centrale, o di usare la sua potenza militare per invadere, come in Iraq. Questo per usarlo come leva di controllo e/o per avvertire i suoi vicini su cosa potrebbe accadergli se non dovessero continuare a stare al gioco dello Zio Sam. Fortunatamente per lui, anche la maggior parte dell'Asia Orientale e specialmente la Cina sembra obbligata a comprare petrolio straniero, anche se domani forse non più con dollari ma con yuan/yen. D'altra parte, triste ma vero, il maggior venditore di petrolio è la Russia, i cui rubinetti resta! no fuori dal controllo dello Zio Sam. Ma come lo Zio Sam potrebbe continuare a pagare e a mantenere tutte queste sue audaci imprese in Difesa della Libertà con questo dollaro cartaceo autoprodotto - se nessuno lo accetta più? E perché qualcuno dovrebbe accettarlo?

La grande causa per l' Iraq dello zio Sam: dare i suoi 30 miliardi di dollari a Halliburton ed al.

Il Financial Times del 10 dicembre offre alcuni esempi aggiuntivi di punte dell'iceberg della Difesa della Libertà che lo Zio Sam compie in Iraq. Anche se i poveri iracheni sono seduti sulla più grande pozza al mondo ancora non sfruttata di sempre più prezioso petrolio, questo rimane sullo sfondo o solo in fondo a questa storia che a malapena ne parla e, come il presente saggio, si concentra invece sul dollaro e sullo Zio Sam. In due diversi servizi, il giornale riferisce come tre elicotteri hanno trasportato 14 tonnellate di biglietti da 100 dollari ai curdi, che da tempo hanno fatto da quinta colonna dello Zio Sam nella zona. Il denaro, buona parte del pagamento di un miliardo e ottocento milioni di dollari consegnati ai curdi dallo Zio Sam, era parte dei guadagni iracheni nel fondo "petrolio per cibo" dell'ONU. All'origine, naturalmente, i biglietti erano semplicemente il prodotto delle stesse tipografie dello Zio Sam, in cambio dei quali l'Iraq aveva esportato petrolio r! eale. Non veniva dai 18 miliardi di dollari che il Congresso dello Zio Sam aveva stanziato per la "ricostruzione" dell'Iraq. Come mostra vividamente un grafico del Financial Times, ancora non sono stati spesi più di 388 milioni - ovvero il 2,15 per cento - di quel denaro dello Zio Sam, e solo 5 miliardi di quella cifra erano stati anche solo messi in preventivo dallo Zio Sam in Iraq al momento il proconsole dello Zio Sam Bremer se ne è tornato a casa con un lavoro ben fatto. No, invece nella sua saggezza il buon Zio aveva pensato bene di far spendere 13 miliardi di dollari dei 20 miliardi di fondi iracheni. Questo corrispondeva al 65 per cento del denaro iracheno paragonato ad ancora solo il 2 per cento dell'importo quasi equivalente dello stanziamento originale dello Zio Sam. Nel momento in cui il nuovo governo iracheno ha ricevuto alcuni compiti dallo Zio Sam che l'aveva insediato, ha scoperto che tutti i 20 miliardi di dollari del loro fondo, 11 miliardi dei quali dalla v! endita di petrolio, erano stati spesi. [International Herald ! Tribune] Com'è stato possibile? potremmo chiederci. La risposta del funzionario finanziario "responsabile", l'ammiraglio dello Zio Sam Oliver, è così semplice, "so che abbiamo speso dei soldi dal fondo iracheno. Il fatto era puramente che avevamo finito i soldi dello Zio Sam" - di cui ce n'erano ancora da spendere solo altri 17 miliardi e mezzo e rotti. Potremmo chiederci se il buon Generale fosse stato istruito su cosa pensava Clausewitz della guerra e se gli fosse capitato di scoprire il suo buon consiglio sul far pagare la vittima conquistata per la sua stessa occupazione militare, in questo caso ad opera dello Zio Sam.

Il rappresentante iracheno nel comitato per la supervisione e l'erogazione dei fondi ha partecipato solo a una delle sue 43 riunioni; ma perché preoccuparsi di questo, quando la maggior parte delle spese sono state autorizzate senza alcuna riunione. Così anche se i fondi dello Zio Sam erano stati stanziati per ogni sorta di progetti, questi tuttavia sono stati pagati con dollari provenienti da fondi iracheni. Da questi, molti pagamenti sono stati effettuati perfino senza alcun contratto, in un caso l'inezia di 1,4 miliardi di dollari. La maggior parte degli altri sono stati effettuati senza alcuna gara d'appalto competitiva con diversi concorrenti, o comunque aperta. I fondi dello Zio Sam, d'altra parte, sono rimasti praticamente non spesi in Iraq. Forse l'amiraglio Oliver aveva "finito i soldi dello Zio Sam" perché erano rimasti a Washington con lo Zio Sam; e se erano stati versati, avevano semplicemente cambiato di mano e di conto bancario proprio in quella città. Dopo tut! to, questo è molto più efficiente di quanto sarebbe stato mandarli avanti e indietro, e un po' avrebbero potuto perfino non ritornare. E poi, inoltre, da tempo è procedura standard per il grosso dei dollari che lo Zio Sam presta o perfino "regala a" e "per" tutti i paesi del Terzo Mondo lasciarli semplicemente in patria dove è il loro posto e dove tornerebbero comunque. Non importa; il Congresso dello Zio Sam ha già stanziato altri 30 miliardi di dollari per "preparare per transizione alle elezioni" in Iraq nel gennaio 2005.

Stando così le cose, naturalmente sarebbe nel complesso indesiderabile che i fondi iracheni, per non parlare di quelli dello Zio Sam, venissero sperperati su un qualsiasi servizio del vecchio debito iracheno con altri. Così è stato semplicemente logico costringere "alleati" che già non possono evitare di perdere il debito dello Zio Sam verso di loro, a condonare anche il debito iracheno. Questo, come possiamo ricordare da quanto detto prima, mentre lo Zio Sam ancora insiste che il resto del Terzo Mondo deve continuare il servizio del debito nei suoi confronti! Perché Dio non voglia che qualsiasi rimborso del debito iracheno debba andare invece a quei russi senza dio, a quei francesi traditori o anche ai migliori amici cinesi, che hanno investito di più in Iraq, tanto per cominciare una cosa ignobile da fare, quando lo Zio Sam ha cause molto più degne per il denaro iracheno.

E quali sono queste più grandi degne cause dello Zio Sam? potremmo chiedere. Il più grande singolo pagamento di 1,4 miliardi di dollari è stato effettuato naturalmente alla Halliburton dello stesso Vicepresidente Cheney. Eppure ora sappiamo che allo stesso momento questa ditta stava anche truffando di nascosto il suo generoso benefattore Zio Sam per centinaia di milioni di altri dollari, comprando benzina per x dollari in Kuwait e vendendola in Iraq per 5-10x, e altre furbate del genere. Nel complesso, la Halliburton ha ottenuto contratti iracheni per la bellezza di 10 miliardi di dollari - più qualche spicciolo. [International Herald Tribune]. [Cheney ha un interesse anche nella UNOCAL che da tempo vuole costruire un oleodotto dall'Asia Centrale all'Oceano Indiano attraverso l'Afghanistan, prima con l'aiuto dei Talebani che lo Zio Sam aveva piazzato lì appunto per quel motivo e poi aveva invitato in Texas per dei colloqui quando ancora sembrava che stessero facendo il lavor! o che era stato loro assegnato. Anzi, visitarono perfino la squadra di ricerca accademica "puramente afgana" all'Università del Nebraska a Omaha. Ma ahimé, i Talebani non furono all'altezza del compito loro assegnato di mantenere l'ordine per la costruzione dell'oleodotto, e così se ne sono dovuti andare. Adesso lo Zio Sam e la UNOCAL useranno invece i buoni uffici del nuovo presidente afgano e dell'ambasciatore in loco dello Zio Sam, entrambi "casualmente" ex [?] dipendenti della UNOCAL].

La "medaglia della libertà" dello zio Sam per Bremer, Franks, Tenet - per un lavoro ben fatto derubando l'Iraq a vantaggio di Cheney ed al.

Senza ombra di dubbio, la maggior parte degli altri abbondanti dollari iracheni (e dei finora rari dollari USA) spesi in Iraq sono andati ad altri amichetti dello Zio Sam, con qualche briciola caduta dal tavolo per il Regno Unito, aziende e perfino singoli privati e militari che attingono dalla cassa. Ahimé, non sapremo mai chi sono tutti quanti; dal momento che, nelle parole dell'Ispettore Generale dello Zio Sam, "francamente, non ero interessato ad avere auditor militari perché pensavo che dovessimo infilarci nel sistema iracheno nel modo più rapido possibile." Francamente, essendo io sia non-militare che antimilitarista, non ho letto Clausewitz. Così non so se e quali buoni consigli dia sul contare sulla corruzione come primo principio nel fare a fette e dividere la torta conquistata.

Tutta la mia precedente "speculazione" è stata scritta prima che l'ufficio internazionale dell'ONU di consulenza e monitoraggio per lo sviluppo in Iraq, IAMBDI (International Advisory and Monitoring Board for Development in Iraq) pubblicasse un rapporto sulle sue scoperte relative all'amministrazione dello Zio Sam. Prima di immergerci nel rapporto, dovremmo tenere presente che il Financial Times osserva diplomaticamente che "l'ONU è stata riluttante a richiamare pubblicamente lo Zio Sam sulle spese che ha fatto con i fondi iracheni." Il Financial Times cita direttamente dal rapporto: "Ci sono state debolezze di controllo, sistemi di contabilità inadeguati, un'applicazione non uniforme di procedure di appalto concordate e un'inadeguata conservazione della documentazione." Anche l'International Herald Tribune fa un suo riassunto dello stesso rapporto: "Ci sono state ampie irregolarità, compresa cattiva gestione finanziaria, la mancata riduzione del contrabbando [all'estero di ! petrolio ed altre proprietà fisiche irachene, nessuno sa a che prezzo e a vantaggio di chi] ed eccessiva dipendenza da contratti assegnati senza gare d'appalto." Da parte sua, il Financial Times offre qualche altro particolare dal rapporto: "particolarmente preoccupanti sono stati alcuni contratti a volta da miliardi di dollari che sono stati assegnati a società dello Zio Sam come la Halliburton da fondi iracheni senza gare d'appalto competitive." Ieri il Presidente dello Zio Sam Bush ha conferito la più alta onorificenza civile dello zio Sam, la Medal of Freedom, a L. Paul Bremer III, il proconsole civile dello Zio Sam che ha supervisionato tutto ciò, e al generale Tommy Franks, che ha guidato l'invasione che innanzi tutto a reso tutto questo possibile. Neanche George Tenet, il direttore della CIA che ha fornito tutte le informazioni fasulle dello Zio Sam per "legittimare" tanto per cominciare tutta l'impresa e che poi è stato screditato e costretto a dimettersi, è stato di! menticato e ha ricevuto la terza medaglia. Lo International H! erald Tribune ha pubblicato una fotografia cerimoniale dei tre tutti sorrisi con George W., anche lui sorridente. Dopo tutto è il dovuto riconoscimento per un lavoro ben fatto, grazie.

In conclusione:lo zio George w. Sam dioce che è semplicemente giusto che i nostri ragazzi sacrifichino le loro vite sulla linea per proteggere la libertà della Halliburton di saccheggiare l'Iraq

Possiamo essere sicuri che altri con le mani in pasta erano fra quelli che, possiamo ricordare, il Dr. Greenspan della Fed ha classificato come il 20 per cento più in alto fra i percettori di redditi dello Zio Sam. Sono i superconsumatori più privilegiati, che sono totalmente [ir]responsabili pere il sotto-risparmio dello Zio Sam, ha detto, ed anche per il crescente deficit commerciale di cui il Dr. si è recentemente lamentato a Berlino. Se esaminiamo un po' di più la distribuzione del redito dello Zio Sam, possiamo anche apprendere che fra questo 20 per cento, la parte del leone di questi dollari, come la maggior parte di quelli del Pentagono, finiscono nelle tasche del 2 per cento super-privilegiato più in alto, così che possa iper-consumare alle spese degli altri. Chi negherebbe loro che questa è certamente una causa degna per la protezione della Libertà a qualsiasi prezzo. Ciò include il famoso-famigerato invito del Presidente Bush agli iracheni "che vengano avanti" cont! ro lo Zio Sam. È difficile capire il Presidente quando incoraggia gli iracheni a "venire" quando questi stanno già a casa loro in Iraq ed è lo Zio Sam che ha mandato lì le sue truppe. Ma forse Falluja spiega cosa aveva in mente il Presidente Bush sugli iracheni che "vengono" contro lo Zio Sam. Ma come lo stesso Presidente dello Zio Sam Bush ha detto al mondo, è semplicemente giusto che "noi" escludiamo altri paesi dalla tavola imbandita in Iraq. Dopo tutto, ha spiegato quando gli iracheni hanno accettato il suo invito, erano stati "i nostri ragazzi che hanno rischiato le proprie vite sulla linea." Vorrei che la personificazione dello Zio Sam avesse spiegato anche per chi e per cosa.

I pochi numeri che non sono generalmente disponibili, o che non vengono dal citato Financial Times del 10 e 15 dicembre 2004 e da altre fonti come l'International Herald Tribune dello stesso 15 dicembre 2004 e l'EPW [Economic and Political Weekly, Mumbai] del 4 dicembre 2004, p. 5189, sono tratti da The Economics of Uncle Sam Imperialism at the turn of the 21st Century di Gerard Dumenil & Dominique Levy, in Review of International Political Economy 11/4/Oct. 2004, pp.657-676. L'autore ringrazia loro a Parigi, Jeffrey Sommers a Riga, William Engdahl a Francoforte e Mark Weisbrot a Washington per le loro osservazioni molto utili e Zio-utilizzate. Barry Gills a Newcastle ha insistito che facessi riferimento solo allo Zio Sam ed ah proposto la divisione mondiale del lavoro fra consumatori dello Zio Sam e produttori in ogni altro luogo e mi ha anche rinviato a Clausewitz. I lettori saranno estremamente grati ad Arlene Hohnstock per aver reso leggibile tutta questa storia. Natur! almente nessuno di loro ha alcuna responsabilità per l'uso a ciambella che ne ho fatto. Molte altre mie osservazioni - attraverso gli occhi di quel ragazzino - si possono trovare sul mio sito web a http://www.rojasdatabank.info/agfrank e per quanto riguarda lo Zio Sam ed al. al suo interno. 

27 febbraio 2005http://rrojasdatabank.info/agfrank/online.htmlcurrent 

 

fonte: http://www.zmag.org/Italy/         Traduzione di Luca Tombolesi

 

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