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I grandi parchi dell'ovest, San
Francisco e Hawaii
Periodo : ottobre
Anno : 1999
Tipologia : viaggio fly and drive
Finalmente ritornavo negli States, la prima volta era stata una bella esperienza
ma questa volta ci tornavo con mia moglie e la cosa mi rendeva ancora più
felice
La nostra prima tappa Las Vegas ci appariva dall'aereo più scintillante che mai
e ci risvegliava dal sonno che ci aveva colpito per le quasi 24 ore trascorse in
vari aeroporti, ma era tempo di svegliarsi e di mettersi alla guida dell'auto
noleggiata.
Pochi minuti di guida ed eccoci sulla strip immersi nelle luci della notte più
pazza del mondo, diamo una fugace sbirciatina ai grandi alberghi e decidiamo di
accasarci all' Holiday Inn.
Il mattino seguente decidiamo di visitare questa città dei divertimenti per
adulti. Visto che per mia moglie è la prima visita a Las Vegas decidiamo di
iniziare dai casinò che più di altri ci ricordano la nostra Italia( il
Venetian e il Bellagio )in entrambi i casi la cosa che più stupisce sono le
sale che ricostruiscono in modo fedele i luoghi più caratteristici delle due
città , all'interno del venetian è stata ricostruita la piazza San Marco con
annesso un canale dove i turisti possono farsi un giro su gondole arrivate sin
qui direttamente da Venezia mentre al Bellagio si trova una sala dove migliaia
di composizioni floreali fanno da contorno ad una ricostruzione quasi maniacale
del piccolo paesino del lago di Como.
Las Vegas è veramente un posto intrigante e particolare ma il motivo che ci ha
portato sin qui è la vicinanza con i grandi parchi dell'ovest e quindi è da
qui che inizia la nostra avventura
La nostra prima tappa è Brice Canyon un luogo magico con le sue guglie e i
pinnacoli di arenaria rossa che svettano dai profondi canyon , ci arriviamo al
tramonto e lo spettacolo dei colori che cambiano dal rosso acceso al giallo è
di quelli da lasciare senza fiato
Ormai è buio quando decidiamo di fermarci in un motel appena fuori dall'entrata
del parco, il clima inizia a farsi freddo (ci troviamo a quasi tremila metri di
altitudine) e la fame si fa sentire, decidiamo di entrare in un piccolo
ristorantino dove in un atmosfera stile vecchio west mangiamo carne alla brace
Il mattino seguente il freddo è veramente pungente ma non abbiamo il tempo di
preoccuparcene, visto che il tratto di strada che ci condurrà a Moab è una
delle strade sceniche più belle degli States, dietro ad ogni curva il paesaggio
cambia radicalmente e le fermate per scattare foto non si contano
Arriviamo a Moab di pomeriggio e decidiamo di entrare nell'Arces National Park,
qui si trova la maggior concentrazione di parchi naturali, siamo nella zona
detta delle terre rosse nello stato dello Utah e sempre da Moab si può partire
per escursioni in barca nell' intricato sistema di canyon del Canyonland
National park, troviamo anche il tempo per visitare questa piccola cittadina e
il mattino seguente ripartiamo in direzione sud verso Mesa Verde.
Le poche miglia che separano Moab da Mesa Verde non sono ricche di spunti così
arriviamo al parco molto presto e ne approfittiamo per visitarlo in lungo e in
largo . Mesa Verde è un sito archeologico che documenta le antiche civiltà che
popolavano questi luoghi, al Visitor Center si possono prenotare visite guidate
all'interno delle abitazioni e dei siti archeologici con una guida che spiega
usi e costumi delle antiche tribù
Passata la notte in un lodge all'interno del parco il mattino seguente partiamo
per la prossima tappa : il Grand Canyon.
Sulla strada di avvicinamento passiamo nelle riserve indiane e anche se gli
scenari sono da film western. Queste riserve ci ricordano la follia degli uomini
che sterminarono milioni di indiani e rinchiusero i sopravvissuti in questi
luoghi aridi e inospitali.
Varchiamo il cancello del Grand Canyon National Park nel primo pomeriggio e al
primo punto di veduta ci fermiamo , questa per me è la seconda volta e quindi
so a cosa vado incontro ma per mia moglie che aveva visto il canyon solo in
fotografia la vista di questa meraviglia della natura che si rivela con tutta la
sua maestosità è di quelle da batticuore e rimane senza parlare per alcuni
minuti.
Abbiamo molto tempo a disposizione così ci portiamo nella zona dell'aeroporto e
con un elicottero decidiamo di sorvolare il canyon ed è un esperienza da
brivido vedere il Grand Canyon che si mostra in tutta la sua bellezza.
Dopo aver assistito al tramonto da una roccia a strapiombo sul canyon ci
portiamo verso il lodge all'interno del parco e al mattino fuori dalla porta
della nostra camera troviamo alcuni cervi che tranquillamente pascolano nel
prato.
La giornata inizia bene e ci porterà nuovamente verso Las Vegas non prima di
una piccola sosta a Lake Powell splendido lago artificiale formato dal fiume
Colorado.
L'ultima sosta sulla via per Las Vegas è la Hoover Dam, l'immensa diga che
serve per illuminare la città e per dissetare l'enorme richiesta d'acqua che
giornalmente viene usata per gli innumerevoli campi da golf e i giardini di Las
Vegas.
Passiamo l'ultima serata in città e troviamo anche il tempo per vincere un
centinaio di dollari al casinò, il mattino seguente dopo avere consegnato
l'auto prendiamo un aereo destinazione Honolulu dove ci aspetta una carissima
amica con il suo fidanzato.
Le Hawaii sono un sogno che si avvera e il soggiorno trascorre veloce, troviamo
il tempo per apprezzare la bellezza delle spiagge e proviamo a fare un po' di
surf , le onde sono invitanti ma non è facile stare in piedi su una tavola.
Durante la nostra permanenza visitiamo una piantagione di ananas e le spiagge di
roccia vulcanica che sono una caratteristica dell'isola (oltre alla presenza di
tanti forse troppi giapponesi) ma come tutte le cose belle finiscono troppo
velocemente e così eccoci di nuovo in aeroporto destinazione San Francisco
La città è decisamente ricca di spunti e decidiamo di portarci con i
caratteristici cable car nella zona del porto da dove con un battello ci
portiamo sotto il Golden Gate per poi fermarci sulla famosa isola penitenziario
di Alcatraz.
Altro luogo da non perdere è Chinatown una delle più grandi d'America.
Purtroppo il tempo a nostra disposizione non è molto e lasciamo San Francisco
con l'augurio di poterci tornare, per quest'anno il viaggio si conclude in una
delle più belle città americane e il ritorno a casa è meno doloroso del
solito.
Diario di Roby&
Giuly
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