ALLUSA.IT     ...CULTURA MADE IN U.S.A.

 
HOME NEW YORK STORIA GEOGRAFIA PENA DI MORTE CONTATTI
 

 

USA National Park


Periodo : settembre 

Anno : 2000

Settembre 2000 Visto che è fresco, fresco (si fa per dire, visti i 49°C che abbiamo toccato) vi racconto brevemente il nostro viaggio negli USA.
Vi anticipo subito che i 15 giorni (+2 di viaggio) che avevamo a disposizione sono POCHI!!! Per cui abbiamo fatto tutto troppo di corsa.
Siamo partiti in 10, più o meno affiatati, verso questa emozionante avventura.
La prima notte e il secondo giorno li abbiamo passati a Los Angeles (ma quanto è grande?!).
Per avere un'idea appena abbiamo raggiunto in aereo questa metropoli, erano circa le 11 di sera, abbiamo pensato che dall'alto assomigliasse a una gigantesca scheda madre (da bravi informatici), vista la squadratura dei suoi quartieri.
Ci siamo sentiti già subito inadeguati all'arrivo all'albergo (uno della catena Best Western), 10 piccoli "Pretty Woman" che entrano con il miliardario nell'attico del mega-hotel. Atrio grande quanto 5 appartamenti messi uno dietro l'altro, con tanto di kilometrica receception e omino dei bagagli che aspetta (stile avvoltoio) le nostre valigie. Ma qui:

a) non eravamo solo donne
b) di miliardari neanche l'ombra. Chissà dove cavolo alloggeranno!!!!

Ma ritorniamo a L.A. Sinceramente non ci ha entusiasmato più di tanto per quel poco che abbiamo visto. Siamo stati a Hollywood, abbiamo visto la via delle stelle e il teatro cinese, la Rodeo Drive con tutti i suoi negozi da VIP (da cui usciva un freddo polare.
Già, perché gli americani tengono il condizionatore a manetta ovunque e le porte spalancate. Non li trovate un po' spreconi anche voi?). Per fotografare la scritta Hollywood sulla collina abbiamo fatto i salti mortali e non siamo riusciti ad avvicinarci più di tanto. Anche i quartieri VIP di Bel Air e Hollywood sarebbero off limit per i turisti, ma nonostante i divieti di non fotografare/riprendere ecco le prove!
L.A. è molto caotica, inquinata, soffocante... per riprendersi bisogna andare sulla spiaggia di Santa Monica dove possiamo trovare, oltre alle persone normali, anche i famosi Baywatch (o Bel-watch... come fa notare Lisa). Qui è proprio come nei telefilm, gente che passa in roller, in bici, facendo footing, insomma facciamo fatica a distinguere la realtà dalla fantasia!

Il terzo giorno ci aspetta uno degli spostamenti più lunghi: Los Angeles - Flagstaff (750 km).
Quando vi dicono che l'America è grande, sappiate che lo è PIU' DI QUANTO IMMAGINATE!
E' durante il tragitto verso il Grand Canyon che abbiamo toccato i 49°C... diciamo che adesso capisco cosa prova un pollo all'interno di un forno ventilato... infatti siamo scesi solo per fare benzina e siamo ritornati immediatamente al riparo dell'aria condizionata. Pensate, siamo andati a pagare e dentro allo "sgabuzzino"-store c'era un minuscolo ventilatore che faceva aria... l'aria del phon quando vi state asciugando i capelli!
Flagstaff non l'abbiamo visitata (anche perché con le velocità stratosferiche americane, siamo partiti alle 8 del mattino e siamo arrivati verso sera) e comunque era solo una tappa di avvicinamento al Grand Canyon.

Ed eccolo che ci appare davanti il 4° giorno... non si può raccontare l'emozione che abbiamo provato vedendolo (a qualcuno è venuta la pelle d'oca), sappiate solo che, a detta di tutti, per quante foto e documentari vedrete sul Grand Canyon, vederlo e viverlo di persona è tutta un'altra cosa! 
Fate conto che state andando in montagna, e quindi il paesaggio è ricco di conifere, alci (per chi sostiene di averle viste :o) ), e quant'altro e a un certo punto vi fermate perché vedete le macchine dei turisti parcheggiate ai lati... e voi non capite perché sono proprio lì... cosa cavolo c'è lì da guardare? Quindi, parcheggiate anche voi e vi avvicinate al ciglio della strada ed eccolo lì sotto, anche lui gigantesco, non ne vedi quasi la fine... è talmente Grand e talmente Canyon che sembra che gli americani abbiano pagato qualcuno per dipingere uno sfondo sull'orizzonte!
Siamo rimasti qui due giorni e abbiamo fatto qualche camminata, ma per arrivare fin laggiù al fiume Colorado ci vorrebbero 3 o 4 giorni (che noi non abbiamo, sigh!). Anche i cartelli ci avvisano che non si possono fare discesa e risalita allo stesso giorno (a meno che uno non sia Superman). Un'altra cosa che mi ha colpito è il gran numero di scoiattolini che ci sono, saranno migliaia! Sono grassi come porcellini e ti scorrazzano intorno per cercare da mangiare; dare loro del cibo è proibito (io sto facendo finta, sia chiaro!). Infatti i Rangers si preoccupano di far sapere a tutti che occorre mantenere selvaggia la vita degli animali. 
Soprattutto perchè, abituati a prendere il cibo dai turisti, quando i turisti se ne tornano a casa, queste bestioline muoiono di fame! Quindi pensateci se andrete là.

Il 5° giorno qualche temerario ha fatto il giro sul canyon in aereo, emozionante per alcuni... da dimenticare per altri che non ne hanno avuto abbastanza dei sacchettini forniti dalla compagnia. Pare che ci sia da ballare lassù su quei piccoli cessna, ma lo spettacolo è mozzafiato... come ha detto Chiara: "E' meglio di Raul Bova!" 
Un consiglio spassionato: non perdetevi il tramonto, è spettacolare!

6° giorno. Lasciamo il Grand Canyon a malincuore, per proseguire verso il territorio Navajo e raggiungere la mitica Monument Valley. Mitica perché se avete visto qualche film di indiani e cowboys non potete non riconoscerla.
Qui non basta avere la Golden Eagle (il pass per tutti i parchi americani che noi abbiamo fatto subito al Grand Canyon), siccome è territorio indiano all'ingresso occorre pagare un pedaggio per persona. 
Anche qui c'è un caldo assurdo. Decidiamo di fare il percorso in auto, l'alternativa era a cavallo come i veri cowboys!!! oppure con i pulmini indiani scoperti, vi lascio immaginare di che colore saremmo scesi a fine corsa, visto che il territorio è ricoperto da una fitta sabbia rossa). Al contrario del Grand Canyon, la Monument Valley ci ha un po' deluso, probabilmente perché l'abbiamo vissuta poco, avendo fatto solo il giro in auto. Siamo rimasti fino al tramonto, un po' meno spettacolare del precedente, ma non meno emozionante.

Il 7° giorno... si riposò. Siamo partiti alla mattina presto per il Lake Powell
Questo lago è stato creato artificialmente da una diga sul fiume Colorado che ha provocato il riempimento di un canyon. E' strano passare sulla diga, perché da una parte c'è il canyon vuoto e se ne vede la profondità nell'ordine di qualche centinaio di metri, mentre dall'altra c'è questa distesa d'acqua blu. In questa zona, siccome è al confine fra Arizona e Utah, abbiamo avuto dei problemi di fuso... e ancora non abbiamo capito che ore sono! 
Page è una cittadina prettamente turistica, nata nel '57 in concomitanza con la diga e anche qui si toccano i 40°C. La vegetazione è quasi inesistente e per chi non sopporta sole e caldo è un'agonia. In compenso chi ha fatto il bagno, ha detto che l'acqua era un brodo. Volete sapere una curiosità? La ragazza dell'albergo ci ha accolto parlando un perfetto italiano. E noi dopo giorni in cui dovevamo stare con le orecchie diritte per capire tutto ciò che ci veniva detto abbiamo ringraziato Dio che quaggiù, in questo posto sperduto, qualcuno capisse la nostra madrelingua... poi ci ha detto che era di Verona, era qui per lavoro.... :o#

8° giorno. Partiamo alla volta del Bryce Canyon. Il Bryce è molto più piccolo del Grand Canyon ma altrettanto spettacolare. Ha dei colori insoliti, tutti sulla tonalità del rosso, e sembra creato da una colata di argilla (come i castelli di sabbia che i bimbi fanno sulle nostre spiagge). Ci sono formazioni rocciose veramente strane (tipo quella che rappresenta la regina Vittoria) e rocce "sospese" quasi nel vuoto che ci hanno riportato alla mente Will Coyote nei suoi voli sfortunati. Qui c'è più fresco e dei nuvoloni neri che non promettono nulla di buono. Facciamo ugualmente uno dei tanti percorsi a piedi e ci fermiamo ogni tre secondi con degli ohhhh e dei guarda là!
Anche qui ci sono milioni di scoiattolini schizzati che ti girano intorno. Anche loro hanno la stessa colorazione rossa del Bryce... la natura non finirà mai di stupirmi!

9° giorno. Alla sera ci aspetta Las Vegas, ma durante il giorno decidiamo di fare una tappa allo Zion Canyon. Forse è il parco meno spettacolare che abbiamo visto finora, infatti non ho cose particolari da raccontare.
E arriviamo così a Las Vegas, questa grande città nata per divertire gli adulti. E' molto pittoresca, ma al contrario di ciò che potrebbe sembrare è anche molto fredda. Bisogna guardarla con occhio distaccato, non lasciarsi trascinare dal vortice delle luci, del caos, delle attrazioni che ogni hotel mette a disposizione di notte, perché qui fanno di tutto per farvi mettere mano al portafoglio e spillarvi dei soldi! In definitiva, è da vedere, ma non fatevi trasportare dalla corrente.
Noi ci siamo fatti gli 8 km (andata e ritorno) A PIEDI per vedere un po' tutti gli alberghi (il Venetian, il Paris, il Cesar Palace, il Luxor, Treasure Island ecc…) giusto per vedere fino a che punto possono arrivare gli americani. Per farla breve, noi abbiamo soggiornato al Riviera (uno dei più datati): 3000 stanze, ed è uno dei più piccoli. Per farci arrivare alla nostra camera ci hanno dato una cartina con scritto "voi siete qui". Non so se mi spiego!

10° giorno. Ci prepariamo ad un altro spostamento lungo (730 km) verso Fresno, e passiamo tutto il giorno in auto. Lungo il percorso passiamo la città fantasma di Calico ma non ci siamo potuti fermare... l'orologio avanza inesorabile.

11° giorno. Decidiamo di non partire subito per Yosemite, ma fare una tappa al Sequoia N.P. E abbiamo fatto bene. Anche se ci è voluto tutto il giorno invece che la metà in preventivo, vedere questi giganti della natura che sono lì da centinaia di anni ci ha fatto sentire piiiiiiiiccoli e precari.

12°-13° giorno. Ci aspetta Yosemite. E' enorme, grande quanto una regione italiana, forse di più. Appena entriamo, ci danno un simpatico volantino sugli orsi. Il succo è: non avere roba da mangiare in macchina, o nello zaino, o in mano, perché questi animali ne sentono l'odore anche a distanza e... hanno fame! La foto allegata, mostra un'auto aperta a mo' di scatoletta di tonno. Aaaaaah ecco! E' il nostro commento. In ogni caso, durante le nostre escursioni giornaliere, non abbiamo visto nessun animale pericoloso (giusto un 
serpentino che si stava facendo i suoi…). In compenso, siccome il clima mite ci ha tratto in inganno ci siamo ustionati sulle rive del Tenaya Lake. Anche per questo parco 2 giorni sono troppo pochi. L'abbiamo vissuto poco e ci è rimasta la voglia di tornarci. Sigh.

14°-15° giorno. E' la volta di S. Francisco. A differenza di Los Angeles abbiamo trovato che sia una città a misura d'uomo, nonostante la grandezza. Qui fa un freddo assurdo per il 15 Agosto (ci saranno 18°C). Abbiamo visitato il famoso Pier 39 (paradiso per turisti) e qualcuno ha fatto un giro in battello attorno ad Alcatraz (per la visita interna bisognava prenotare una settimana prima). Abbiamo visto ChinaTown, i mitici cable car con la gente appesa fuori, le casette vittoriane dai colori pastello, il Golden Gate su cui ci sono corsie per i pedoni. Fa un po' senso perché (ovviamente) vibra tutto a causa del passaggio dei veicoli e poi c'è un freddo da brina sulle sopracciglia. Non poteva evitare una capatina alla famosa Lombard street (sapevate che è stata chiamata così a causa dei banchieri lombardi che sono emigrati qui? In effetti ci sono un sacco di italiani da queste parti!) e a Sausalito dove avevamo l'hotel e abbiamo trovato un ristorante italiano che faceva le penne all'arrabbiata condite con formaggio grana (Dio Stradora) e aveva l'olio d'oliva (bandésa). Scusate le espressioni dialettali, ma dopo 15 giorni di cibo amercano, anche se buono e sano (potendo abbiamo evitato i fastfood e mangiato bene lo stesso), abbiamo benedetto "Vicino", così si chiamava. Tutta questa strada rigorosamente a piedi. Pensate sia ovvio? Provate voi ad andare su e giù per le strade di S. Francisco, con pendenze che ti fanno venire i polpacci da calciatore... o scalatore...

16° giorno. La vacanza è quasi finita e stiamo ritornando verso Los Angeles. Ci aspettano più di 800 km per cui decidiamo di fare una tappa intermedia Morro Bay. Brutta. Evitatela. In compenso durante la "traversata" abbiamo visto i delfini (o erano squali, mah di questi tempi non si può essere sicuri di niente!) La strada costiera è molto più interessante dell'autostrada, ma un po' più lunga.

17° giorno. Partiamo presto per arrivare a Los Angeles alla spiaggia di Venice. Qui si trova la gente più strana. Centinaia di negozi, cartomanti, lettori dei piedi, delle mani, della faccia, della sfera di cristallo, massaggiatori, e chi più ne ha più ne metta.

Qui finisce la nostra vacanza :o( in attesa del prossimo aereo che parte :o)

 

Diario di Greenseas

 

Home - Diari di viaggio - USA National Park

vedi anche: Foto Parchi

Cerca nel sito:

PicoSearch

 

SITI PARTNER:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TORNA SU