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MIAMI CITTA' DI CONTRASTI

Periodo : dicembre 

Anno : 2003

Molte le possibilità di raggiungere Miami dall’Italia, nei periodi di alta stagione (noi siamo stati a Natale 2003 e Capodanno 2004) non è sempre facile trovare una combinazione economica, la più probabile è con Iberia da Madrid (circa 650,00 Euro volo A/R dall’Italia a Miami). Abbiamo volato con un Boeing 747 (Jumbo) completamente pieno ed il volo di circa 11 ore, su un aereo ormai “datato” con sedili scomodi e video visibile solo da pochi posti, sembra veramente interminabile.

La “fatica” del viaggio viene ripagata dallo spettacolo di Miami dall’alto durante l’atterraggio all’aeroporto internazionale. La fascia di isole che corre parallela alla costa paludosa è un susseguirsi di ville, ponti, canali e grattacieli che si stagliano sulla spiaggia bianca esposta alle onde dell’Atlantico.
Visto il periodo a rischio di attentati, ci ha sorpreso constatare che i controlli personali e sui bagagli sono piuttosto sommari; restano invece al limite del paranoico quelli dei documenti e del modulo di immigrazione, con domande assurde tipo: “Vieni in USA con intenti criminali? Sei pedofilo? Sei stato nazista? …”, sette domande alle quali viene ordinato di rispondere con sincerità , ribadendo però che rispondendo “YES” anche una sola volta verrà negato l’accesso negli Stati Uniti.

Un’altra assurdità è la richiesta di specificare “l’esatto” indirizzo di residenza negli Stati Uniti; nel Paese “On the Road” chi non ha o non ricorda un recapito è costretto ad “inventarne” uno chiedendo suggerimenti ad altri viaggiatori o a qualche impiegato (ovviamente non americano, perché gli americani pensano realmente che, per la sicurezza della Patria sia indispensabile fornire questa informazione, come se eventuali attentatori potessero avere difficoltà a soddisfare tale richiesta). 
Superati i controlli e ritirati i bagagli, abbiamo raggiunto il desk dell’AVIS e una volta sbrigate le pratiche (un po’ lunghe), siamo andati a prendere il pulmino (con tre scomodi gradini da “scalare”) che ci avrebbe portato fino all’area di sosta delle auto AVIS (grande come una cittadina). 

Avevamo prenotato (e pagato 403,90 Euro per 15 giorni) un’auto tipo “subcompact”, ci hanno dato una Chevrolet Cavalier, un macchinone (per i nostri standard) di 4,70 metri con cambio automatico, sofisticato impianto hi-fi, ma senza chiusura centralizzata e senza finestrini elettrici. E’ necessario prendere un po’ di confidenza con la macchina e con lo stile di guida americano che ad esempio prevede di non cambiare mai corsia. Sulle superstrade la segnaletica non è delle migliori, posta proprio a ridosso degli svincoli e con frecce poco chiare sulla direzione da prendere (soprattutto per il fatto che le uscite possono essere sia a destra che a sinistra); i pedaggi, “toll”, sono piuttosto frequenti nei dintorni di Miami. 

Alle 18:30 era già buio ed abbiamo trovato molto traffico (anche a causa di un incidente), e così, seguendo la “Interstate 95” verso Nord, abbiamo raggiunto il nostro albergo a Pompano (50 Miglia a Nord di Miami) in circa 2 ore.
Lungo la strada costiera grandi condomini da vacanza e piccoli alberghi si alternano a zone residenziali isolate con splendide ville; tutti, comunque, illuminati da moltissimi addobbi natalizi: palme illuminate, prati con slitte e renne luminose e pupazzi di neve o babbi natale gonfiabili, balconi e finestre con centinaia di lampadine colorate a forma di stelle e alberi di natale. Una vera “americanata” che per noi turisti è stata però una gradita sorpresa che ci ha subito contagiati.

Miami è una città dai grandi contrasti: grattacieli soprattutto nella zona insulare nord e sud addossati alla bianca spiaggia bagnata dall’Oceano Atlantico; nella zona centrale i quartieri più vecchi, tra cui l’area recuperata del quartiere “Decò” e le malfamate Little Haiti e Little Havana, contendono la terraferma e le piccole isole a splendide ville con grandi giardini che arrivano fino ad imbarcaderi privati dove spesso stazionano yacht da sogno (fantastica la zona di Pine Island).

Le passeggiate a piedi sono consigliate soprattutto nel quartiere “Decò”, veramente molto bello con case tutte colorate, locali di ogni tipo e negozi stravaganti, e poi sulla spiaggia di South Beach seguendo Ocean Drive. Qui, dopo la zona “storica” ci sono condomini lussuosi alti non meno di 20 piani costruiti direttamente sulla spiaggia e sulla stessa spiaggia il tratto più lontano dall’oceano è praticamente una strada dove si “passeggia” in automobile.

Il traffico è normalmente intenso ma scorrevole, nel periodo delle vacanze natalizie dalle 18.00 letteralmente impazzisce; i punti più critici sono i numerosi ponti che vanno dalla terraferma alle lunghe isole costiere (alcuni con pedaggio). Altra zona da visitare all’estremo sud è l’isolotto di Biscaine pieno di verde (ponte a pagamento). 

All’imbrunire la città si è accende di infinite luci colorate e specialmente nella zona di Downtown (la zona degli affari all’estremo sud) i grattacieli ed i ponti illuminati anche dagli addobbi natalizi offrono uno spettacolo mozzafiato. 

Lungo “Ocean Drive”: i ristoranti ed i locali “risuonano di musica e risplendono di luci”; sempre più limousine a volte veramente interminabili, nascondono i loro passeggeri dietro vetri specchiati; i primi nottambuli vestiti nei modi più eccentrici e alla moda fanno la loro apparizione. Così Miami si prepara a vivere una delle sue famose notti di divertimento e trasgressione !

Molto più rilassante e pulita la cittadina di Fort Laudardale, 25 miglia a Nord di Miami, con la bellissima ed elegante zona di Las Olas.

 

Diario di Dario Cima

 

 

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vedi anche: Foto FLORIDA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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