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Grandi Laghi e Florida on the road


Periodo : settembre 

Anno : 2002

Dopo aver visitato in lungo e in largo la vecchia e cara (in ogni senso!) Europa abbiamo deciso (io e la mia compagna di avventura!) di andare a visitare gli Stato Uniti. 
Abbiamo colto al volo una duplice occasione: l’amicizia con una nostra amica che vive in un piccolo paese vicino a Detroit (Ann Arbor) e la possibiità di fare le ferie alla fine di settembre, lontano dai percorsi abituli del turismo di massa.
Il volo è andato ottimamente (abbiamo viaggiato con la Northwest Airline), e alle 19.30 di domenica 15 settembre tocchiamo terra all’aeroporto internazionale di Detroit! Una vera emozione, per la prima volta nei mitici Stati Uniti.
Ci prendere la nostra amica, Gina e stavolti dalle pratiche docanali andiamo in auto a casa sua. Preparatevi a rispondere almeno tre-quattro volte alle stesse domande “dove andate, quanto restate, avete i biglietti per il ritorno” per arrivare a quelle canoniche e famose “appartenete a frangie di combattenti nazisti, avete fatto parte del partito comunista, ecc.”. Inoltre armatevi di santa pazienza perché i controlli dei bagagli sono veramente rigidi e minuziosi.

L’impatto è veramente disarmante: auto grandissime, strade a quattro corsie per senso di marcia e distanze misurate…in ore di strada!
Abbiamo soggiornato da questa nostra amica ad Ann Arbor (circa mezz’ora da Detroit). Una cittadina molto carina, con una università famosissima e costosissima (70.000 dollari l’anno per l’iscrizione), tanti locali, tanti giovani e soprattutto tantissimi negozi.

Abbiamo fatto una gita di un giorno a Detroit o quello che ne rimane…è una città fantasma, completamente abbandonata, negozi, chiusi, tantissimi senzatetto e moltissima criminalità. Gli abitanti si rifiutano di girare in strada la sera ed è pericoloso farsi trovare in giro dopo il tramonto…la prima causa di morte secondo le statistiche è per armi da fuoco!
Fa molta tristezza vedere questo gigante ferito, con i suoi enormi grattacieli (bellissimo quello della GM) ma vuoto nella sua anima, senza nessun impulso. Dicono che 20 anni fa era una città nel pieno del suo splendore, della sua vita con la General Motor motore (in tutti i sensi!) portante dell’economia della regione e del Paese. Oggi con la crisi dell’auto, tutta la città è abbandonata a se stessa….e vengono i brividi a pensare a cosa potrebbe succedere alla nostra Torino legata al cordone ombellicale della Fiat…
Dopo un paio di giorni il 17 settembre affittiamo una Chevrolet Metro e andiamo verso il Canada. Viaggiamo su queste enormi freeway, autostrade infinite dove il limite di 70 miglia è rispettato da tutti…tranne dai trucks che sfrecciano a velocità impressionanti.

Un’altra cosa che ci ha subito colpito è l’enorme numero di motel presenti lungo le autostrade…ce ne sono tantissimi, di tante catene (vi segnalo Days Inn, Motel 6, Super 8, Confort Inn ma le catene sono centinaia) con prezzi che partono da 35 dollari a camera in su. Sono tutti molto puliti e confortevoli, e vi possono essere d’aiuto soprattutto quando avete guidato per 4-5 ore di fila e la vista vi si comincia ad appannare!! Ci dirigiamo verso Toronto e dopo aver varcato la frontiera a Port Huron ed aver risposto alle solite domande del doganiere canadese (“avete intenzione di cercare lavoro in canada, portate con voi delle armi ecc.”) filiamo verso la capitale dello stato dell’Ontario. Il nulla più desolante ci accompagna lungo la strada, intervallata da motel, benzinai e auto della polizia ferme lungo la strada con poliziotti armati di pistola laser per verificare il rispetto dei limiti (in Canada il limite scende a 65 miglia, poco meno di 100 km/h!).

Stanchi dal viaggio arriviamo nella periferia di Toronto e abbiamo una piccola soropresa: un traffico devastante! Per uscire dalla città e raggiungere le proprie abitazioni intasano strade enormi a cinque corsie…fortunatamente noi entriamo in città ed il traffico e leggermente più scorrevole! Ci dirigiamo verso Yonge Street ma abbiamo la seconda sorpresa…prima però c’è una breve premessa. Le indicazioni stradali non sono come in Italia…quando si entra su una strada (o ancora meglio su un’autostrada) c’è l’indicazione per la città più vicina o per la direzione…direzione Milano, Napoli, Genova ecc. Negli USA invece c’è l’indicazione della strada (espressa con un numero, 95, 82 ecc.) con l’indicazione della direzione espressa attraverso i punti cardinali quindi troverete cartelli come 85 North oppure 25 East…quindi occhio alla direzione perché tornare indietro potrebbe essere piuttosto difficile…Noi ci dirigiamo verso Yonge Street la strada principale di Toronto senza sapere che ha una particolarità: è la strada più lunga del mondo con i suoi 1.900 km arriva fino allo stato dell’Alberta.

Noi la prendiamo nel verso sbagliato (ovviamente) cioè verso north anziché south e quindi impieghiamo un’ora per arrivare nel downtown della città. Alla fine riusciamo a parcheggiare in un parcheggio multipiano (è impossibile lasciare l’auto per strada, sarete sicuramente multati) e andando al Tourist Information Center che si trova dentro una grande centro commerciale, “Sears”. Lì ci indicano un bell’albergo poco distante, L’Hotel Victoria. Paghiamo 105 C$ (1 C$ = 0,70 euro) a notte per una stanza belissima, con aria condizionata, televisione, ferro da stiro, bagno super lusso e colazione! L’unica nota dolente è il parcheggio visto che siamo costretti a pagare il parcheggio ben 15C$ al giorno.

Facciamo un piccolo giro di orientamento e poi andiamo a letto stremati.
Il giorno dopo (18/9) ci dedichiamo alla visita della città, visitiamo il porto (con i suoi parchi e le abitazioni residenzaili) e la CN Tower, la costruzione più alta del Mondo con i suoi 553 mt.!! La visita fino a 2/3 della sua altezza costa 18 C$!! Un’altra (bella) sorpresa è che i pezzi esposti non corrispondono a quello che pagherete! Infatti i prezzi non includono le tasse che però pagherete al momento del conto!!! Per ogni cosa, quindi tenete a mente le tasse. La parte piacevole è relativa al rimborso delle tasse al momento di lasciare il Paese, per tutte le spese documentate per alberghi e acquisto di beni (non per il cibo e per i divertimenti, né ovviamente per garage e benzina!). Chiedete dunque sempre le ricevute e mettete da parte tutto quanto.

Al momento di lasciare il Paese recatevi alla dogana e ricevere indietro circa il 7% delle vostre spese. Niente male, no? Sembra che solo il 10% dei vistatori richiede la restituzione delle tasse…quindi non fatevi sfuggire quest’occasione!
Al porto sono numerose le barche che fanno giri del lago Ontario e la visita dell’isola Center Island che si trova di fronte a Toronto. Il giro è d’obbligo perché solo in questo modo potrete ammiorare lo skyline della città e vi assicuro che è bellissimo. Ci hanno chiesto 25 C$ per fare questo giro ma voi non cedete alle tentazioni…fate come noi…ci sono dei ferry di linea che collegano Toronto all’isola principale ed il biglietto di andata e ritorno costa….5 C$…valutate voi se conviene!
Center Island è fantastica…è un parco naturistico, tenuto benissimo con decine di scoiattoli (una costante un po’ in tutto il Nord America), oche e anatre. Inoltre tanti servizi (potete affittare bici, canoe ecc.) oppure fare un pic nic all’aria aperta!

Un’altra attrattiva di Toronto è Casa Loma (entrata 10 C$ + 7 C$ il parcheggio). Un castello alla periferia nord di Toronto costruito alla fine dell’ottocento da un ricchissimo personaggio dell’epoca e ora gestito da un’associazione privata. Il prezzo della visita è alto ma il castello merita veramente ed inoltre nel biglietto è inclusa la guida elettronica multilingue (anche l’italiano!) che vi aiuterà nella comprensione e nella spiegazione dei misteri di tutte le stanze del Castello!
Un’altra cosa che non potrete fare a meno di fare è lo … shooping. Tanti sono i centri commerciali e i negozi lungo le strade di Toronto e i prezzi, grazie al cambio favorevole, sono convenienti (questa è una cosa rara per noi italiani che con la lira non abbiamo mai avuto vita facile!) Ma se volete veramente fare dello shopping conveniente dovete recarvi presso gli outlet mall, dei centri commerciali fuori delle grandi città, dove i prezzi sono molto bassi e la scelta è pressoché infinita.

Ve ne segnalo uno lungo la strada per le Niagara Falls, dove è possibile comprare Levi’s da 30 C$, Nike da 60 C$ e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo questi sono Paesi dove il consumismo è una costante e a meno di essere molto ligi al dovere, non riuscirete a resistere alla tentazione.
Il giorno 19/9 ci incamminiamo verso le Niagara Falls, ci vuole circa un’ora di macchina (traffico permettendo). Arrivati alla città di Niagara Falls il Tourist information ci indirizza alla periferia di Niagara Falls dove ci sono centinaia (dico sul serio) di motel di tutti i tipi e di tutti i prezzi (alcuni hanno le insegne che pubblicizzano le Jacuzzi in camera…). I prezzi sono decisamente concorrenziali e noi abbiamo dormito in bel motel stile americano con piscina a 60 C$.
Sistemati i bagagli, siamo andati a vedere le cascate (erano le 6 di pomeriggio ormai) e lo spettacolo che ci appare davanti è a dir poco mozzafiato…due cascate bellissime una sul lato americano e l’altra, quella più grande sul confine canadese – americano. Le cascate infatti si trovano al confine delle due nazioni che sono unite dal Rainbow Bridge (il ponte dell’arcobaleno) e che vedono due città guardarsi una di fronte all’altra e che hanno il medesimo nome, Niagara Falls!!!

Il frastuono, il pulviscolo dell’acqua ci tolgono il fiato…è un’emozione veramente bella. Decidiamo per il giorno dopo di fare un giro in battello per ammirarle da sotto! Ma le possibilità sono infinite (per tutte le tasche): potete scegliere di fare un giro in elicottero, di dormire in grattacielo di una grande catena alberghiera (a vostra scelta Sheraton, Hilton, Marriott ecc.) con camera che si affaccia sulle cascate…e poi la sera il grande show…appena la notte scende le cascate vengono illuminate da un coloratissimo gioco di luci…bianche, rossi, blu, gialle…dalle 20,30 alle 24,00 il colore domina questo spettacolo della natura.
Per mangiare non avrete che l’imbarazzo dela scelta, la città di Niagara Falls è una sorta di Las Vegas del nord, con decine di ristorante di tutti i tipi, per tutti i gusti…negozi di souvenir e…divertimenti di ogni tipo (musei dell’orrore, casa di dracula, museo del guiness dei primati, ecc.).
Il 20/9 facciamo la gita sotto le cascate in barca (costo 25 C$ comprensive di impermeabile – utilissimo). E’ un’emozione indescrivibile. Sono belle viste da sopra ma sotto è uno spettacolo sconvolgente, l’imbarcazione arriva fino a poche decine di metri dal punto di caduta dell’acqua senza nessuna remora…i più impazziti sono i giapponesi (a decine) che scattano impazziti qualsiasi cosa gli capiti a tiro.
Nel pomeriggio ci avviamo verso Detroit e ci imbattiamo in un temporale pazzesco lungo la strada, a pochi chilometri dal confine con gli Usa…ci fermiamo in un motel (della catena Confort Inn pagando 99 C$ una camera dotata di ogni confort) a circa un’ora di macchina dal confine.

La mattina del 21/9, dopo una ricca colazione, ci avviamo verso il confine, entrando negli Usa attraverso il ponte che unisce Detroit al lato canadese (si paga poco più di un dollaro). Abbiamo passato un paio di giorni da amici, che ci hanno fatto assaporare la vita del Midwest americano (imperdibile la catena Starbuck’s dove potrete gustare un favolor frappucino al cioccolato – una sorta di granita di caffè con cioccolato e panna -). Li lasciamo con molta nostalgia domencia 22 settembre ma la destinazione ci stimola non poco…andiamo in Florida per un favoloso giro tra Olrando, Miami fino ad arrivare alle isole Keys…
Arriviamo all’aeroporto internazionale di Orlando dopo 2 ore e mezza di volo (e dopo 2 ore di controlli, che sui voli interni sono molto molto più severi che su quelli internazionali) circa alle 19.00 Un’umida pazzesca ci accoglie…85% di umidità, 28°C la temperatura dell’aria, un ciclone tropicale che sembra essersi abbattuto sulla zona un’ora prima del nostro atterraggio…è veramente incredibile lo scenario…comunque ritiriamo il bagaglio e ci dirigiamo all’autonoleggio Thrifty per ritirare la macchina che avevamo prenotato da Detroit. Il responsabile appena sene che siamo italiani improvvisa una scenetta in italiano perché è stato due mesi in Italia in vacanza e lui ci è stato benissimo…gli siamo simpatici e quindi ci offre allo stesso prezzo un’auto di categoria superiore…niente male!! La sorpresa è relativa al prezzo…il costo base dell’auto per 7 giorni è pari a 140 U$ prerzzo finale comprese tasse e assicurazioni 420 US $!!!! Qui abbiamo il sospetto della “sola” (come diaciamo a Roma). Infatti il tizio ci dice che il prezzo incluse le tasse è di 200 US $ ma in qusto prezzo non ci sono assicurazioni di nessun tipo, neanche la responsabilità civile. Inoltre ci dice che se rubano l’auto saremo chiamati al pagamento della stessa. Questo ci allarma e allora facciamo tutte le nostre brave assicurazioni (salate) e quinid il prezzo diventa quello detto prima…penso (anzi pensiamo) che se ci fossimo documentati in Italia tutto questo non sarebbe successo…quindi consiglio a tutti di verificare prima il costo totale. 

Anche perché negli Usa le assicurazioni auto non sono obbligatorie o meglio…sembra che gli americani assicurino la persona e non l’auto quindi il sig. Ken Smith è assicurato e può guidare qualsiasi auto e sarà coperto con la sua assicurazione..alla guida di auto a nolo, alla guida di auto prestate da amici o altro. Comunque….ingoiato il rospo partiamo alla ricerca dell’albergo e andiamo appena fuori Orlando. C’è una strada (International Drive) dove ci sono decine di alberghi, motel, ristoranti ecc. aperti tutta la notte, per tutte le tasche. Andiamo al Days Inn (35 U$ a notte) con piscina e aria condizionata (senza sareste morti!!). Cena presso un ristorante messicano e via a nanna. 
PS fino ad ora vi ho messo un piccolo particoalre sui locali americani. Esiste il free-refill ovvero acquisti una bevanda analcolica e bevi quanto vuoi…quindi ti riempiono il bicchiere continuamente…veramente fico ma attenti e che vi gonfiate come un pupazzo della Michelin!!!!

Il 23/9 andiamo agli Universal Studios di Orlando…paghiamo il biglietto (54 U$ a testa+ 7 U$ di parcheggio) e andiamo!!! Il caldo è opprimente, la sensazione di afa raggiunge livelli insopportabili…beviamo una quantiotà di liquidi impensabile per cercare di sopravvivere…gli Studios non sono un granché sinceramente. Ci sono degli spettacoli riproposti a diverse ore del giorno…gli stuntman cowboy, lo spettacolo dei ghostbusters, poi quello dei Blues Brothers…vediamo delle simulazioni degli uragani (twister), dei terremoti (heartquake), di E.T. e qualche altra cosina…ma sinceramente è più un parco adatto ai bambini piuttosto che agli adulti. Forse era meglio il parco Island’s of Adventure dove forse il divertimento era maggiore o forse…era meglio eviate di spendere questi soldi e andare da qualche altra parte. 

Il giorno dopo (24/9) ci dirigiamo verso Miami e qui il viaggio si comincia a fare interessante…andiamo giù diretti con Turnpike (autostrada dedicata al presidente Reagan) dove si paga a chilometraggio. Evitate di farla è meglio prendere la strada freeway che costeggia l’oceano (che non vedrete mai) è un po’ più lunga ma sicuramente il fatto che sia gratis è un toccasana….comunque arriviamo a Palm Beach e apriti cielo..un mare verde smeraldo, sole, acqua caldissima e il bendiddio sulle spiagge. Quanta gioventù, quanta bella gente!!! Andiamo più avanti e arrivati a West Palm Beach facciamo un bel bagno ristoratore…bellissimo, vedrete pellicani enormi svolazzare sopra le vostre teste, gabbiani passeggiare sui vostri asciugamani (giuro!).. Andiamo ancora più giù e ci fermiamo a North Miami Beach dove troviamo un motel molto carino, con piscina, spiaggia privata e un prezzo veramente accessibile (60 US $ con colazione inclusa). Si trova a 10 min. di macchina da Miami Beach e costa la metà. Ve lo consiglio vivamente!!! Ci godiamo il bel tempo (che fortuna, visto che intorno sentiamo notizie di uragani i vari Isidoro, Lilli ecc.), l’acqua stupenda e la pochissima gente…la sera andiamoa Miami e facciamo un giro a Ocean Drive, South Miami, Little Havana ecc. In realtà la sera questi posti sono molto meno affascinanti che di giorno, dove c’è più animazione e più gente in giro. Di sera la situazione cambia, molta polizia per frenare la forte delinquenza (ci dicono) verso i turisti, molti immigrati che girano su macchine improponibili e comunque poca allegria…l’unica strada meritevole è Lincoln Roard dove ci sono ristornati e negozi aperti fino a tardi. Ci ripromettiamo di tornare da queste parti di giorno per godere meglio la città!

Il giorno dopo (25/9) andiamo a visitare l’isola di Key Biscayne con il suo faro di South Florida. E’ uno spettacolo…spiagge bianche, mare caldo e azzurro…per entrare nell’isola si paga un pedaggio di 1 US $…per arrivare nel parco dove c’è il faro si paga ancora (e ci mancherebbe altro)…se non ricordo male 2-3 US $. Se la giornata è bella vi assicuro che vale la pena. Potrete fare un bellissimo bagno, prendere il sole e fare un pic-nic. C’è infatti una bellissima area attrezzata per la sosta, con tanto di barbecue!
Ma l’isola di Key Biscayne è famosa anche per l’acquario che ospita, il Miami Seaquarium. All’interno (biglietto 25 US $) potrete ammirare meravigliosi spettacoli con foche, delfini, orche, alligatori. Inoltre ci sono dei bellissimi acquari. E’ un bello spettacolo, se avete bambini è obbligatorio se non li avete e …. vi sentite bambini come noi allora non ne potrete fare a meno..ah, dimenticavo di dirvi che anche il parcheggio è a pagamento! Per la visita e per assistere a tutti gli spettacoli dovete calcolare almeno 3-4 ore…gli spettacoli sono scaglionati nel corso della giornata e sono ripetuti per due volte, una la mattina e l’altra il pomeriggio. Non vi conviene entrare se sono passate le 14,30 altrimenti rischiate di non vedere alcuni spettacoli..quindi prendete bene i riferimenti!

In serata ci siamo diretti verso le isole Keys, passando per Coconat Grove. Lì ci aspettava un traffico bestiale, neanche fosse la tangenziale nelle ore di punta e quindi arriviamo a Key Largo verso le 21.00 
Di notte lo spettacolo non è proprio il massimo, non si vede nulla, e tutto molto buio. Troviamo alloggio al Best Western di Key Largo (90 US $ per un appartamento a due piani! Con colazione inclusa). Questo lodge è molto indicato per chi prevede di stare qualche giorno per fare delle immersioni. Infatti c’è a disposizione una bellissima cucina, due bagni e due camere da letto. Inoltre, il lodge ha un molo da cui partono quotidianamente le escursioni in mare, verso la barriere corallina (prezzo parte da 25 US $ escluso il nolo dell’attrezzatura).
Noi abbiamo dovuto rinunciare per mancanza di tempo, ma vi assicuro che ci torneremo… dopo una lauta e meritata cena a base di pesce in uno dei tanti ristorantini dell’isola ci ritiriamo per una giusta sosta!

Eccoci al 26/9…giornata interlocutoria..andiamo avanti per le isole fino ad arrivare a Islamorada dove troviamo una spiaggia bianchissima…ma con grande sorpresa il mare è molto sporco e poco invitante. L’idea è quella di essere arrivati in un posto esasperatamente turistico, dove ci sono decine di discoteche, pub sulla spiaggia e negozi di ogni tipo ma il mare è praticamente uguale a quello di Ostia! Brutta sorpresa anche andando più avanti dove addirittura troviamo un cartello che indica il divieto di balneazione!
A questo punto chiediamo spiegazioni in un negozio, ma ci viene detto che il bello è vicino alla barriera corallina, quindi se non andiamo lì è meglio tornare indietro oppure proseguire per Key West. Ma la lunghezza delle isole Keys (157 miglia!) non ci consente di affrontare tutta la traversata, anche perché dobbiamo avvicinarci ad Orlando per tornare indietro. Quindi invertiamo la rotta e puntiamo su Miami.

Ci arriviamo verso le 14.00 facciamo un bel giro per Miami Beach (Ocean Drive e la spiaggia di South Miami) e poi ci dirigiamo al nostro vecchio motel per una bella nuotata e per una cena ristoratrice!
Il giorno dopo (27/9) è una giornata dedicata al trasferimento, infatti dobbiamo risalire la china per tornare ad Orlando dove il giorno dopo abbiamo il volo per Detroit e poi per Roma. Quindi andiamo diretti verso nord e decidiamo di fare due tappe: una a Cocoa Beach (spiaggia amati dai surfisti) e l’altra a Cape Canaveral (sede della base della Nasa).

La mattina la passiamo a prendere l’ultimo sole e verso le 11 partiamo. Arriviamo nel primo pomeriggio a Cocoa Beach. Decine di negozi di surf, decine di giovani muscolosi che vanno in giro con la tavola sotto al braccio…ma le onde sono assai modeste e quindi lo spettacolo offerto non è proprio quello che uno si immaginava. Insomma niente onde da 5 metri ma modeste onde che questi baldanzosi giovani cavalcano a bordo di queste tavole senza dare entusiasmo alcuno. Comunque non ci perdiamo d’animo e ci avviamo verso Cape Kennedy. Alle 17.00 arriviamo al Kennedy Space Center e con grande sorpresa scopriamo che dobbiamo pagare per entrare a visitare il museo spaziale!!! Vogliono 27 US $ a testa e considerando che il museo chiude alle 18.00 decidiamo di andare via, rubando qualche foto dello shuttle dall’esterno…ma non nascondiamo ad una simpatica poliziotta tutto il nostro stupore per il prezzo eccessivamente alto per visitare un museo nazionale!!! Tristi e sconsolati ci avviamo verso Orlando.
La nostra vacanza volge al termine e dunque non ci rimane che riconsegnare l’auto, e dirigerci verso l’aeroporto. Da lì un volo per Detroit e la coincidenza per Roma.

Stravolti ma felici arriviamo a Roma. L’esperienza che abbiamo fatto è stata bellissima e per giorni restiamo senza parole, pensando a quando potremmo tornarci. Comunque se qualcuno di voi volesse scambiare quattro chiacchiere, opinioni ed impressioni ci troverà ben disposti! 

 

Diario di Andrews 71

 

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